AFFERRO IL PROGETTO ANTICO

AFFERRO IL PROGETTO ANTICO

Sono qui per dare soluzioni nuove, rese semplici a tutti. Per riportare l’idillio pre-natale, sfatare falsi miti creatisi dalle paure in tanto tempo. Per lasciare anche il perdono, oramai quasi obsoleto e protratto ad un ‘chissà’ che ha incentivato la speranza rallentando l’azione, oggi. Per togliere le paure e far vibrare l’istante della memoria che è in ognuno di voi. Senza che vi ancoriate ad un ‘big bang’ che è durato frazione di secondo, ben impresso nell’ipotalamo di tutti, e che ha avuto sin troppe interpretazione del bene e del male, abbandonatevi al ricordo della vostra ultima nascita. Ogni neonato, indipendentemente dal bagaglio Karmico, arriva in terra, al concepimento, purissimo. Quindi già ripercorrere la memoria attuale, circoscritta a questo attimo di vita, vi scioglie, perché in essa è già una sintesi. Così ipotesi e promessa pre-natale, divengono una tesi vitale quasi certa e semplice. Quale libertà avreste se nasceste con il peso delle vite precedenti. Certo, esistono i fatti, creati per vostra mano, il ricordo quindi, per chi lo cerca serve esclusivamente alla conoscenza. A capire perché siate così, in forma fisica, in taglio mentale ed emozionale. Il prima pare un mistero, e non lo è. Piovono da sempre nelle menti umane le soluzioni e le risposte che già, prima di nascere sappiamo insorgeranno in noi; infatti ci portiamo un bagaglio fatto di Risposte. Quando il momento è maturo l’individuo sente premere in sé la domanda. Basta attendere un attimo ed il suo complementare segue. Quindi sia chiaro: prima viene inserita la risposta poi la domanda. Un po’ come preparare la valigia, sul fondo le risposte, sopra le domande. Dio è perfezione e dolcezza, ecco perché con lui ci organizziamo così. Perché nel profondo lui ci attende e noi lo sappiamo, tutti. L’invito quindi all‘entropia, all’introspezione, senza timore (quasi commento superfluo) è il messaggio per ricevere il tepore che adagiato attende voi stessi. Tepore è la fusione perfettamente equilibrata di yin e yang, di femmina e maschio, di bene e male, di parasimpatico e simpatico.

Certo l’uomo ha ricevuto gradatamente capacità di ricerca, viaggi e scoperte, idee e soluzioni adeguate ai tempi. E poi Phuff. Tutto svanisce in civiltà anche ignote. Oggi ha strumenti sofisticatissimi, “certezze” scientifiche. Siete sicuri che non siano illusioni anch’esse? Che la capacità di misurare la velocità della luce e l’età del cosmo non siano semplicemente nuovi giocattoli per l’intrattenimento dei più curiosi? Sareste pronti a sentir dire che prima del big bang e non solo al grande scoppio eravate già presenti? Che l’idea del bene e del male non sia stata generata in gruppo, tra di noi quindi, per avere un gioco da tavola nel pianeta, e che non c’è scienza, né spazio né tempo, tranne la memoria per incontrare la verità?

Sono venuto per sciogliere, per togliere, per rigenerare, per far gioire, per alleggerire, e perché voi me lo avete chiesto in tanti, altrimenti la distanza era oramai tale che non vi avrei udito.

Il male comunque non esiste, è una degenerazione umana. Quando Dio parlò ad Adamo ed Eva, non lo fece per spaventarli, fu un semplice ammonimento perché una vibrazione disobbediente iniziò ad aleggiare nell’aria. Allora non aveva ancora preso corpo. E non fu un errore di progetto, prima, prima, prima, il maligno proprio non esisteva in nessuna cellula intangibile del sentimento divino. Fu un attimo di debolezza umana che tremando assieme alla paura di non rispettare le regole del gioco, creò in aria un pensiero appunto debole. Nacque così il male. Mentre Dio, accarezzando l’uomo in crescita non gli dette peso e si concentrò su di noi, rafforzandoci ed insegnandoci a superare le paure, lecitissime dati i primi passi dell’uomo sulla terra. Ma quale pensiero prese forma. Oggi sapete quanto sia presente, lo sapete anche dalla storia. Sta a voi smaltirlo e smantellarlo. Da dove vengo? Da un luogo dove esso non è mai entrato e mai potrà entrare, perché si auto estingue nell’atmosfera e noi corpi di luce siamo sì distanti e dimentichi di tutto da non sapere neppure che sia ancora esistente nella dimensione umana.

Ecco io vengo, nessuna mia cellula ne ha memoria quindi, in me non abita.

30 luglio 2015

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