Articolo 327- Spazio?

Articolo 327- Spazio?

La questione di cosa sia lo spazio non è una questione di lana caprina… è LA QUESTIONE.
Se potete avere una esperienza qualsivoglia di un “altro spazio”, allora il modo che avete di autorappresentarvi non sarà più lo stesso.
Perchè ce l’abbiate, questa esperienza di “altro spazio”, è necessaria la comprensione del concetto:
1 in termini filosofici, entità intuitivamente collegata ai concetti di estensione e di posizione dei corpi che vi sono collocati, cosi come vengono percepiti
2 astr. l’ambiente, il luogo entro il quale si trovano i corpi celesti
3 nel linguaggio corrente, estensione a due o tre dimensioni in cui si collocano gli oggetti e le persone//|| s. pubblico, in diritto amministrativo, quello sovrastante o sottostante un’area pubblica, soprattutto strada e piazza, il cui utilizzo da parte di privati è soggetto a particolari tasse a favore del comune o della provincia | fare s. a qlcu., spostarsi per fargli posto
4 estensione in senso temporale: un breve spazio di tempo
5 in matematica, struttura con determinate proprietà: es spazio vettoriale
Se leggete bene non si sa che cosa sia lo spazio, nè di che sostanza sia fatto! Se leggete attentamente scoprite che questo spazio è “qualcosa” che contiene… ma che non si sappia bene cosa contenga e cosa sia contenuto.
Secondo Giordano Bruno lo spazio è una “attitudine a contenere”… già, ma chi ha sviluppato questa attitudine? Perchè è di questo che stiamo parlando….
Per cercare di comprendere bisogna partire, come dicono i siddha, la differenza che esiste tra l'”essere della forma” e la “forma dell’essere”.
E’ una sorta di indovinello Zen, poichè per capire questa differenza devi andare oltre il processo razionale.
L'”essere” non è legato a nessuna forma, è la forma che necessita dell’essenza, mai il contrario.
Per capire la differenza devi diventare uno o l’altro.
Se diventi l'”essere”, allora ” SEI”, la forma è una illusione e viene riconosciuta come tale.
Se diventi la “forma”, questo è possibile solo grazie all'”essere” e tutto quello che riguarda la forma è una fantasia dell’ “essere”.
Quindi ci sono “due spazi”, uno è quello di quando “SEI”, l’altro è quello di quando “fantastichi di avere una forma”.
Sono spazi diversi, che si muovono in maniera diversa, a velocità diverse.
Uno, lo “spazio spirituale” contiene l’altro, lo “spazio mentale”.
Uno, il primo, contiene tutte le possibilità “in potenza”, cioè tutto quello che è possibile o impossibile, il secondo contiene solo una “fantasia mentale”.
La sostanza del primo è qualcosa di inconoscibile, è in una parolina: DIO.
La sostanza del secondo spazio è fatta di “Intenzioni”, ovvero di “transferts”.
Se cerchi di spiegare queste cose, ti accorgi che non si possono spiegare…
La forma è “contrasto”, “divisione”, “diversità” rispetto al “TUTTO”.
E’ chiaro che lo “spazio” della forma, sia diviso dallo spazio primordiale e che questa divisione sia determinata proprio dalla nascita della forma stessa.
Tuttavia la forma proviene dalla “Essenza”, mai il contrario.
La nascita della “diversità” ha dato origine anche al “tempo”, cioè da quel momento di divisione nasce uno spazio e un tempo diverso.
I fisici direbbero che la funzione “Attenzione”, nel suo collassare su una “forma”, esclude tutto il resto!        
Lo uno spazio primordiale, quindi contiene lo spazio della forma, lo pervade persino, ma essendo informe, non viene nè visto, nè percepito. Questa non-percezione è la causa prima delle interpretazioni errate della nostra razionalità.
Diamo per scontato che esista e che possa solo “contenere”, considerato immobile…
Ma è cosi?
No, le cose sono diverse da come le percepiamo…
“La mattina del 25 ottobre 1593, riferisce lo scrittore Le Poer Trench, un soldato spagnolo comparve improvvisamente nella Plaza Mayor di Città di Messico. Portava i distintivi del reggimento che a quel tempo difendeva la fortezza di Manila, a più di 9 miglia, al di là dell’oceano. Com’era avvenuto il trasferimento? Il soldato non ne aveva idea.
Sapeva, in compenso, che sua eccellenza don Gomez Pérez Dasmarinas, governatore delle Filippine, era morto. Sebbene restasse un enigma il modo in cui il militare avesse viaggiato tanto senza neppure sporcarsi l’uniforme, le autorità spagnole in Messico lo incarcerarono come disertore della guarnigione di Manila.
Passarono le settimane, le lunghe settimane che le notizie impiegavano per giungere, via galeone, da Manila ad Acapulco. E da Acapulco la comunicazione arrivò alfine a Città di Messico: sua eccellenza don Gomez Férez Dasmarinas era morto, ucciso da un equipaggio cinese ammutinatosi presso Punta de Azufre mentre stava veleggiando diretto alle Molucche per una spedizione militare. Ed era morto proprio il giorno in cui il misterioso soldato era apparso al centro della capitale messicana.
L’altissimo tribunale dell’Inquisizione, sempre all’erta ai segni di stregoneria e diavoleria, si occupò del caso e, non riuscendo a venirne a capo, ordinò la traduzione del militare a Manila per ulteriori indagini. Ma tutto quanto poté essere accertato fu che l’uomo era realmente in servizio laggiù la notte del 24 ottobre.
In proposito esistono relazioni attendibili, tra cui quelle contenute nei libri Las Calles de Mejico di Luis Gonzales Obregón, Cronache dell’Ordine di S. Agostino e S.Domenico e Sucesos de las Islas Filipinas di Antonio De Morga, alto funzionario della ‘corte criminale delle udienze reali della Nuova Spagna’.”
Fatti come questi, possono essere spiegati solo in un modo: che esistano due spazi!
Inoltre deve esistere un solo “tempo”, quello che riguarda lo “spazio della forma”, l’altro “spazio”, il contenente, non può avere “tempo”….(continua)
 Fonte: https://sites.google.com/site/wwwdodicesima/testimonianze/archivio-articoli/articolo-327-spazio

 

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