Attenti al lupo!

Attenti al lupo1Attentati, delitti e Harbar

Gian Piero Abbate

Eugenio Siragusa a metà degli anni ’70 iniziò a parlare dell’Harbar, una malattia del cervello che gli era stata predetta dagli amici extraterrestri.

Gli attentati di questi giorni, ma anche gli efferati delitti tra familiari, sono collegati all’Harbar.

Con questo documento non voglio entrare nelle tante analisi sociologiche o indagini in corso, ma semplicemente invitare le anime antiche della Terra a riflettere sulle previsioni di Eugenio, puntualmente avverate, e di conseguenza capire i fenomeni in atto, liberare la propria compassione per coloro che ne sono gli autori e le vittime, che nulla capita per caso, e infine chiarire che tutto questo avviene in un mondo che non ci appartiene.

Nel 1976 Eugenio iniziò a dire: “Un evento che potrebbe accadere; esempio: immaginate un governo ribelle, o un gruppo di terroristi, o un gruppo di criminali legati a una delle cosiddette “mafie-internazionali”, che durante una crisi di destabilizzazione neuronica-cerebrale (l’Harbar) organizzasse un attentato con lanciamissili-bazooka o con altri piccoli o medi ordigni nucleari portatili. Immaginate le stragi, la morte e il sangue che imperverserebbero sulle vostre strade. Cosa accadrebbe? L’inizio di un progressivo olocausto?”

Faccio notare chi sono i fautori degli attentati, e come si parli di mezzi leggeri per farli.

Ora però entriamo nel merito dell’Harbar, questa degenerazione neuro-cerebrale che si sta anche iniziando a riscontrare a livello scientifico. (http://www.affaritaliani.it/cronache/un-buco-nero-nel-cervello-ecco230213.html)

Riporto il testo di un messaggio del 1984 che, tra i tanti degli appunti che ho, è il più significativo.

“L’harbar”, una progressiva destabilizzazione dei neuroni del cervello, un morbo che stimola il folle desiderio di uccidere e di uccidersi. Distonia neuronica dovuta, principalmente, a fattori inquinanti, droghe comprese, capaci di sconvolgere le frequenze delle onde cerebrali, provocando l’ anomalia che noi chiamiamo ” harbar”. Alcune specie di animali ( cetacei, topi, ecc…), sono irrimediabilmente prese da questo terribile morbo. La specie umana verrà inevitabilmente coinvolta e i sintomi sono già evidenti. Basta prendere visione dei fatti che succedono e che sono cronaca di tutti i giorni. Il vostro “habitat” è seriamente minacciato e le follie sempre più numerose e tragiche. Noi vi avevamo avvertiti in tempo utile ma voi, cosa avete fatto per impedire che questo morbo si sviluppasse e vi aggredisse? Ancora siete all’inizio e il peggio si rivelerà presto se non provvedete immediatamente.

Gli alieni come voi ci chiamate tramite

Eugenio Siragusa, Nicolosi, 8 marzo 1984

L’Harbar colpisce la materia grigia del cervello, in particolare la parte frontale inferiore. Non credo che sia un caso che questa zona è proprio nella linea del terzo occhio. Lo sviluppo di questa massa anomala e di questa specie di buco nero sono in contrapposizione all’apertura del terzo occhio, collegato alla ghiandola pineale.

L’Harbar scatena un istinto a uccidere, ma anche a uccidersi dopo aver ucciso.

Che si tratti di delitti tra figli e genitori o degli attentati che sono, purtroppo, ogni giorno oggetto di cronaca giornalistica, dobbiamo capire che coloro che operano questi delitti hanno la mente sconvolta da questa malattia, che permette ai mandanti di utilizzarli a loro piacere. Anzi, come in certi attentati, non è necessario neppure il bisogno di dare comandi specifici: si tratta solo di aspettare, e poi cavalcare l’evento.

Se gli eventi sono terribili, e vanno condannati e possibilmente impediti, i fautori materiali vanno compatiti, in quanto pazzi, seppure criminali. Per loro, individualmente, deve scattare la nostra compassione. Anche perché l’Harbar si è potuto diffondere non avendo noi messo in opera ciò che era necessario per impedirlo. Quindi siamo tutti co-responsabili. Torno al messaggio del 1984, dove è chiaro che questa malattia era evitabile, se l’umanità avesse aperto i suoi cuori al cambiamento e impedito ogni tipo d’inquinamento. L’Harbar nasce dai cibi avvelenati che mangiamo, dall’acqua inquinata che beviamo, dall’uso di droghe e stupefacenti, anche dall’uso irresponsabile degli psicofarmaci, soprattutto verso i bambini, e da ogni altra causa d’inquinamento. Ma a livelli superiori, nasce dall’ingordigia di denaro, dalla volontà di potere di pochi su tutti gli altri, dall’insieme dei pensieri negativi che continuano ad essere immessi nell’habitat.

Spero che sia chiaro a tutti voi che questo mondo non ci appartiene. Siamo nel mondo, ma non di questo mondo. La materia sta cambiando in modo imprevisto, Madre Terra ci sta fornendo ogni tipo di aiuto, e non solo lei. In ogni caso anche questo è un pezzettino del più generale fenomeno della speciazione del genere umano. Non facciamoci quindi condizionare dalle informazioni circolanti, dalle cruente immagini che ogni giorno, subdolamente, ci vengono proposte: il peggior nemico è la paura. Di cosa ci preoccupiamo? Ciascuno è sempre nel posto giusto al momento giusto per ciò che è. Quindi nulla di tutto questo ci può toccare, se restiamo fedeli e presenti a noi stessi.

Il tempo è circolare, ma impediamo che il passato diventi il nostro futuro. Le nuove energie sono pulite, usiamole! Facciamo pulizia nella nostra mentre razionale: diamo fuoco ai dogmi e ai preconcetti. Estraiamo la conoscenza dalla sapienza interiore: il Sé può tutto. Soprattutto ostacoliamo questo disegno mondiale che mira a impedirci di fare Festa. Apriamo quello che nessuno mai potrà controllare, il nostro cuore, e continuiamo a fare Festa nell’Amore, nella Giustizia e nella Compassione. Questo è il vero Giubileo!

Gian Piero Abbate

Pordenone, 26/07/2016

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