Capire in cosa crediamo nel profondo

disegno farfalle lanterne

Capire in cosa crediamo nel profondo

Una cosa forse non è chiara a quanti “usano” la Legge dell’Attrazione: è principalmente il nostro inconscio a creare. Manifestare i nostri desideri come atto cosciente è possibile, ma la possibilità è al massimo del 5%. Tutto il resto viene creato dall’inconscio, a nostra insaputa (non possiamo con certezza sapere cosa risiede nel nostro inconscio). Possiamo desiderare con tutta la forza che abbiamo una cosa ma se nel nostro inconscio c’è un “programma” contrario alla realizzazione di quella cosa, non la otterremo.

Non credo nella programmazione dell’inconscio, ma nel concentrarsi per capire in cosa crediamo nel profondo, cosa si oppone alla manifestazione del nostro desiderio. Poi ci si lavora su. Spesso la causa risiede in ferite che ci portiamo dietro dall’infanzia, o in condizionamenti dovuti all’educazione, o in schemi di pensiero comunemente accettati, o in credenze inculcate o che ci siamo costruiti negli anni. Dunque il passo fondamentale è il lavoro su se stessi. Innanzitutto bisogna capire cosa c’è nel fondo di noi stessi. Desideriamo un partner con cui avere una relazione bella e soddisfacente e non riusciamo ad attrarlo? Forse nel profondo abbiamo la convinzione di non meritarcelo. Forse abbiamo in noi una ferita dovuta al rifiuto o all’abbandono da parte di un genitore. Forse lo desideriamo ma al tempo stesso abbiamo paura di una relazione duratura. E così via. Analizzare la propria vita, soprattutto gli schemi ricorrenti, è molto utile a questo fine. Se attraiamo solo un determinato tipo di partner, ad esempio uno che ci tradisce, chiediamoci cosa IN NOI attrae quel tipo di persona. Inoltre c’è un aspetto che non viene preso molto in considerazione, ed è cosa la nostra anima vuole farci sperimentare. Hai voglia a desiderare un partner fedele, se la nostra anima vuole che impariamo a liberarci della gelosia! Ciò che attraiamo “a nostra insaputa” è spesso proprio ciò che ci è utile a lavorare su un aspetto di noi che dobbiamo superare per evolvere (vedi l’esempio della gelosia). Finché non capiamo questo meccanismo fondamentale, e cioè che la nostra anima ci fa sperimentare solo ciò che è davvero utile a livello evolutivo, rimarremo sempre incastrati nell’idea che la nostra vita e le esperienze che facciamo non vadano bene per noi e vadano anzi cambiate e modificate secondo quello che ci piace di più.
Infine, nella maggior parte dei casi accade che crediamo di desiderare determinate cose, ma non è realmente così. Se queste cose ci arrivano, spesso poi ci rendiamo che non ci soddisfano davvero. Inizialmente siamo felici di aver ottenuto ciò che avevamo chiesto all’Universo, ma di fondo non ci sentiamo realizzati. Questo accade perché non amiamo la nostra vita e spesso nemmeno noi stessi, quindi cerchiamo un modo per cambiare quello che rifiutiamo come parte di noi e della nostra esperienza, cercando di “piegare” la LdA a nostro vantaggio, convinti che senza quella situazione saremmo felici o che ottenendo quella determinata cosa vivremmo sicuramente meglio. Ma se la nostra vita è fatta in un certo modo non è cambiando i nostri pensieri che la rendiamo migliore, certo meglio affrontare la vita con pensieri positivi che negativi, ma quello che succede in realtà è che DOBBIAMO sperimentare quelle esperienze “negative”, perché ci indicano su cosa dobbiamo lavorare DENTRO DI NOI. Bisognerebbe essere grati a questo tipo di esperienze, perché ci permettono di affrontare il nostro lato oscuro per trasformarlo in qualità superiori.

di Gaia Giacon

Fonte: http://risvegliati.altervista.org/4811-2/

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