Su complicità, complici e alibi

Marco Ferrini

 

Marco Ferrini - Serenità interioreIeri abbiamo avuto un altro appuntamento webinar sul tema “Dal conflitto a relazioni in armonia”. Ringrazio gli spettatori che hanno seguito l’incontro in diretta e che hanno posto domande molto interessanti. Ripensando a quanto vi ho detto nell’occasione, desidero aggiungere una breve riflessione sul tema “complicità/complici-/alibi”.

La complicità rappresenta uno dei fattori che aumenta esponenzialmente l’indice di conflittualità. Si è complici quando si sostiene, direttamente o indirettamente, apertamente o velatamente, un’azione scorretta compiuta a danno di qualcosa o qualcuno.

In questo modo, anziché farsi veicoli di onestà, trasparenza e virtù, si diventa fautori di comportamenti malsani, ostili, che minano alle fondamenta le relazioni, il buon vivere, il cooperare, l’aiutarsi reciprocamente nella via evolutiva.

La complicità è in questo senso l’esatto contrario della costruttiva collaborazione, del far gruppo per sostenersi vicendevolmente per il bene di tutti, dunque in ultima analisi essa è l’antitesi dell’autentico spirito di fratellanza e sentimento di amicizia.

Chi scade nella complicità, chi si fa complice o cerca complici, giustificando con alibi le proprie o altrui scorrettezze, perde il senso dell’amicizia prima, perde gli amici subito dopo e infine si ritrova isolato e solo, poiché incapace di interagire armoniosamente a favore del bene comune.

Persone che così si comportano soffrono alla lunga di malinconia, di pochezza, di senso di vuoto anche se vivono circondate da splendenti ricchezze, perché non è ciò che possediamo che determina il nostro stato d’animo, ma sono la percezione e memoria che abbiamo di noi stessi, la voce autentica della coscienza, quella che proviene dal sé spirituale, e non il vociare della mente, di complici o alibi.

Esercitare compassione e perdono significa anche predisporsi per aiutare chicchessia a riconoscere i propri errori e a correggersi, per non caderne nuovamente vittima, e per dare un segnale evolutivo a tutti, in primis a se stessi, in quanto nessuno dovrebbe considerarsi esente dal rischio di sbagliare a propria volta.

Siate dunque disponibili ad ascoltare chi soffre ma non cedete in nessun modo a complicità, connivenza o atteggiamenti omertosi; incoraggiate piuttosto alla chiarezza, alla trasparenza, al libero e costruttivo dialogo, al rispettoso e responsabile scambio di punti di vista con finalità etiche, a beneficio di ognuno.

E che le vostre parole, oltre ad essere all’insegna della virtù, siano anche seguite da un comportamento coerente, perché senza coerenza non può fiorire la vera “arte di parlare con il cuore per costruire relazioni armoniose”.

Marco Ferrini

Fonte: http://www.marcoferrini.net/home/item/su-complicita-complici-e-alibi.html

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