EPOCALE

Anche nel presente articolo si parla di congruenza, si sente “nell’aria”?.

EPOCALE

Questo post non potrebbe aver titolo diverso, per le conseguenze appunto epocali che comporta sulla conduzione delle nostre rispettive esistenze.

Jervé

reversible

Di Franco Remondina  (dodicesima.com)

Perché è importante capire il “collasso della funzione attenzione”?

È ovvio, dalla comprensione di come avviene il fenomeno, si può stabilire se “il collasso della attenzione” sia: reversibile o irreversibile.

Se togli i paroloni, la cosa si può dire in questo modo: è importante comprendere come e perché prendi delle decisioni, se comprendi il “come” e il “perché” allora puoi stabilire se quelle decisioni siano “per sempre” o se hai strumenti per cambiarle.

Nel caso non le potessi cambiare, sarebbero irreversibili. Nel caso contrario, sarebbero reversibili.

Così va meglio?

Viviamo nel “passato”, quindi, di qualsiasi decisione si tratti, deve essere “reversibile”. Il fatto stesso che esistano i miracoli, dice che questa realtà sia un’insieme di funzioni d’onda collassate ma reversibili.

Traduzione: questa realtà è basata su “credenze” e sulla verifica di queste credenze, cioè le decisioni che si prendono sono dettate dalle credenze che abbiamo. Il collasso della funzione attenzione, è determinato dalle convinzioni-decisioni che tua madre, la madre di tua madre etc, hanno preso nella loro vita.

Così vanno le cose…

Non è il linguaggio di “dodicesima.com“, ma vedete come invece di semplificare la comprensione, i matematici-fisici, rendano odiosa la loro descrizione delle cose, odiosa e incomprensibile.

Allora, possiamo cambiare una decisione presa in passato e i suoi effetti?

Sì, possiamo!  

Ma dobbiamo comprendere…

Torniamo alla questione di quei 550 millesimi di secondo di ritardo… L’Io-mentale ne ha necessità, anzi, per dirla tutta, quel ritardo è la causa vera della sua esistenza, quindi la coscienza, DEVE la sua esistenza a quel ritardo.

Perché?

Per questo: l’attenzione dell’Io-mentale è legata alla congruenza, cioè al “prima” e al “dopo”, è una attenzione cronologica.

Il tempo è una costruzione psichica, non esiste un tempo oggettivo, esiste solo un tempo soggettivo.

Non esistendo un tempo oggettivo, tutto avviene nello stesso momento! I 550 millesimi di secondo di ritardo sono il tempo che l’attenzione dell’Io-mentale impiega per catalogare tutta la sequenza dall’inizio alla fine di un pensiero. È il tempo della congruenza, nella cronologia!

Per soddisfare l’aspetto razionale… diciamo così.

Quindi l’attenzione, tra tutte le possibilità insite in un pensiero, ne sceglie una (collasso della funzione attenzione) escludendo tutte le altre.

Per effettuare questa scelta deve rispettare le credenze, le paure, le convinzioni etc etc, poi, finalmente può servirvi il piatto di pensieri. Quindi 350 millesimi servono a quello e il resto, 200 millesimi sono il “tempo di reazione”.

Interessante è il dato dei 200 millisecondi…

Quanto è veloce l’ attenzione? È iperveloce, se è per questo, il problema ce l’ha la “cronologia”, che è contenuta nella vostra acqua. (L’acqua di cui per la maggior parte è costituito i corpo umano N.D.R.).

Ho detto spesso che l’acqua è l’unità di memoria del sistema, ecco, i 200 millesimi di secondo servono per l’acqua!

È l’Inerzia!

Essendo fisica, un liquido, l’acqua non può muoversi alla velocità della luce e grosso modo, oppone una “resistenza” alla registrazione di una nuova informazione.

L’ho fatta semplice, il sistema è molto più complesso di così, ma non è al momento necessario indugiare oltre su questo punto, l’importante è che sappiate che: SONO SOLO PENSIERI CRONOLOGIZZATI.

Una volta compreso questo, dovete stabilire quale sia la componente emotiva che sostiene la cronologia di quel pensiero e cambiarla (far collassare l’attenzione su qualcosaltro).    

Quale è l’organo che è predisposto al controllo della cronologia? Il Talamo è il driver che manda impulsi in tal senso, alla corteccia cerebrale. Dovete sapere dove è, a fronte delle spiegazioni date nell’ultimo incontro di Brescia.

Ma, se è tutto nell’Ovoide, perchè queste spiegazioni?

Già… mi sono imbarcato in questa roba perché abbiate almeno una conoscenza di massima, anzi, il mio massimo della conoscenza. Non sono il vostro maestro, solo un compagno di viaggio di una esperienza.

Veniamo al punto: ogni credenza ha un “collassatore d’attenzione” basato sulla paura!

Comprendete bene questa affermazione, è la “paura” che regola ogni scelta.

Come fate a sapere di avere paura?

Che domanda, quando ho paura, ho paura e basta, non c’è un modo di saperlo.

“La paura ce l’abbiamo e basta!” direte voi.

Ah si? Vi sbagliate.  La paura ha una sua sigla di presentazione, lo sapevate? No, non lo sapevate, comunque ce l’ha.

Provate a evocare una vostra paura… ok? State particolarmente attenti all’inizio, che succede? Non lo notate vero? Non notate che la sua sigla di apertura è: UN URLO!

Non lo avete notato perché è sempre stato così, lo considerate come parte del programma, ma prima della sequenza sensoriale e delle sensazioni, l’annuncio che state modificando i processi fisici per fare lo stato di paura, è “un urlo” di sofferenza. Voi pensate che sia vostro, ma è solo la sigla del programma. Ok, adesso proviamo una cosa incredibile, proviamo a parlare con la paura! Siete i primi a farlo… la paura si subisce, la si prova, parlarci non è previsto… Siete i primi della vostra linea di sangue a farlo.

Per fare questa operazione dovete usare il vostro “doppio”, quello che si forma quando sentite il suono delle due orecchie simultaneamente e lo spingete fuori dai piedi. In questo caso vi serve un “doppio” di colore blu, quindi dovete sentire il suono, provare gioia e allo stesso tempo la “vita”.

Spingete fuori dai piedi “suono-gioia-vita”. Quando ai piedi provate una sensazione di frescura, mandate il “doppio blu” alla ricerca di chi urla…

Deve fare una sola domanda: “Che cazzo urli?”

Il giochino di credere che l’urlo venisse da voi stessi, ha propagato terrore in ogni epoca, ma adesso è finita!

L’urlatore dirà quello che dirà, scopritelo da voi, ma fate in modo che il “doppio blu” replichi in questo modo: “Sai , mi chiedevo se quell’urlo fosse vero o se fosse falso, anzi dimmelo tu: sarà vero o sarà falso?”

In un minuto o due, l’urlatore scompare e voi sentirete leggerezza.

Non è finita qui, ma una pratica rivoluzionaria come il prosieguo di questa ve la spiego-mostro-insegno, a Pigozzo.

(Nell’incontro del 9 Gennaio 2016, come si vede al link N.D.R.)

Tratto da: http://www.iconicon.it/blog/2015/12/epocale/

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