Fisica quantistica: è l’osservatore a creare la realtà che osserva

La meccanica quantistica (anche detta fisica quantistica) è la teoria fisica che descrive il comportamento della materia, della radiazione e le reciproche interazioni, con particolare riguardo ai fenomeni caratteristici della scala di lunghezza o di energia atomica e subatomica.[2] Come caratteristica fondamentale, la meccanica quantistica descrive la radiazione[3] e la materia[4] sia come fenomeno ondulatorio che come entità particellare, al contrario della meccanica classica, dove per esempio la luce è descritta solo come un’onda o l’elettrone solo come una particella. Questa inaspettata e contro intuitiva proprietà, chiamata dualismo onda-particella,[5] è la principale ragione del fallimento di tutte le teorie classiche sviluppate fino al XIX secolo. La relazione fra natura ondulatoria e corpuscolare delle particelle e della radiazione è definita nel principio di complementarità e formalizzata nel principio di indeterminazione di Heisenberg[6].” Wikipedia

Per capire cos’è la fisica quantistica è indispensabile capire cos’è il quanto. Trattasi di una particella molto più piccola dell’atomo, talmente piccola da essere indivisibile. I quanti si trovano in uno spazio detto di Hilbert, ovvero in uno spazio di possibilità. Il che significa che i quanti possono trovarsi in punti diversi (e avere velocità diverse) a differenza di quanto accade nella fisica tradizionale, secondo la quale tutto è misurabile in modo preciso. Ovvero il quanto decide che posizione prendere nel momento in cui decidiamo di misurarlo e quindi lo osserviamo. Si può prevedere la posizione del quanto scientificamente? La risposta è no perché la scelta di andare in un punto piuttosto che in un altro (o di avere una certa velocità) non si può prevedere. Si parla infatti di principio di indeterminazione. In poche parole, per individuare la posizione o la velocità dei quanti è necessario che ci sia un osservatore che li guarda, altrimenti questa misurazione risulta impossibile. Siamo quindi noi a determinare il comportamento dei quanti e perciò, anche della materia circostante. Cosa che differisce dalle teorie della fisica classica,  abituata a misurare indipendentemente dalla presenza o meno di un soggetto osservatore. Si intuisce come questa prospettiva alquanto paradossale per la mente logica/razionale abbia destato non poche polemiche. Ma questa teoria dimostrerebbe che possiamo influenzare la realtà.

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Quando la fisica quantistica nacque, Einstein stesso la avversò”, si legge sul sito fisicaquantistica.it “e passò il resto della sua vita a tentare di dimostrare come essa fosse in errore. Nemmeno uno scienziato geniale come Einstein, riusciva a sopportare che il suo mondo di certezze logiche fosse sovvertito. L’ordine dell’universo e la sua misurabilità e prevedibilità, erano dei dogmi che la fisica quantistica distruggeva, mostrando eventi paradossali, o non determinabili, non misurabili, imprevedibili, caotici. Di qui la sua famosa affermazione: “Dio non gioca a dadi”: in sostanza Einstein non sopportava che si introducessero affermazioni probabilistiche o addirittura il caos.”

Della fisica quantistica ha parlato persino il Dalai Lama in un’intervista riportata sul sito minerva.unito.it, in cui dichiara: “Il buddhismo tibetano si interessa di come si è formato l’universo, della sua evoluzione, della sua dissoluzione. Secondo alcuni nostri testi, l’universo ha avuto origine da particelle di spazio. Come vede, ci sono punti di contatto con la teoria del Big Bang. Noi pensiamo anche che un oggetto sia costituito, in ultima analisi, di particelle sottili piccolissime. Qui c’è un comune campo d’indagine con la fisica quantistica, che si interessa anch’essa della sostanza più sottile.

Fisica quantistica e spiritualità

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La fisica quantistica presenta molte analogie con le teorie spirituali e con la stessa filosofia buddista. In entrambi i casi si ritiene che un sistema non possa essere studiato a prescindere da chi lo osserva e quindi, è l’osservatore a creare la realtà che osserva. Se ne deduce che siamo noi stessi a influenzare il mondo circostante e ad attivare determinate possibilità piuttosto che altre. Tecniche come il pensiero positivo e la PNL partono proprio da questi presupposti. Perché allora non funzionano sempre? Perché se i nostri pensieri coscienti non sono allineati con le nostre emozioni, si crea una situazione di contrasto: è come se coscientemente pensassimo che vogliamo stare bene con il partner ma inconsciamente lanciassimo messaggi di paura. L’energia emanata non è lineare e pertanto è più difficile che porti risultati positivi, anche perché solitamente le emozioni represse hanno più forza rispetto ai pensieri coscienti.

Detto questo, la fisica quantistica sembrerebbe comunque dimostrare che la realtà circostante dipende da noi e in tal senso ci rende consapevoli di una forza incredibile che può dimostrarsi tanto negativa quanto costruttiva, a seconda dell’uso che ne facciamo.

Laura De Rosa

yinyangtherapy.it

da: http://www.eticamente.net/52841/fisica-quantistica-come-losservatore-influenza-la-realta.html

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