La strada verso la non-violenza

Il percorso verso la perfetta non violenza di parole, pensieri e azioni ( ahimsa ) e quindi la pace del cuore e della mente, la sintonia con tutto ciò che é, e l’amore verso se stessi e gli altri, comporta l’osservazione e la guarigione e non la repressione dell’energia e delle emozioni disfunzionali immagazzinate nei chakra e nella mente, e che gli eventi della vita ( catalizzatori ) fanno risalire in superficie. Perciò non si tratta affatto si soppressione ma di trasmutazione consapevole che nulla ha a che fare con i severi processi di giudizio. Il primo passo è riconoscere l’energia, smettere di negarla per paura di vedersi chiaramente, guardarla per ciò che è: semplicemente una forma d’esperienza ed al contempo soltanto una vibrazione d’energia nel mare della coscienza. Il riconoscerla determina l’accettazione di quella parte-ombra che diventa pienamente visibile, riconosciuta nel presente dove il conflitto può essere rilasciato e guarito e dove può aprirsi lo spazio affinché avvenga il cambiamento positivo. Se ci si sente ispirati a farlo, si può anche chiedere al proprio Sé superiore guida per comprenderne il senso e l’insegnamento e sostegno affinché sia integrata e poi rilasciata. Il secondo passo è il desiderio di cambiamento e guarigione: l’intento di volerla trasmutare in una fonte di consapevolezza ed equilibrio. Vivendo in una dimensione d’esperienza individualizzata all’interno del tutto, la scelta del cambiamento è essenziale. Nessun cambiamento può avvenire senza la nostra volontà e il nostro ardente desiderio di divenire agenti del massimo bene. Siamo perciò co-creatori consapevoli quando uniamo il nostro intento individualizzato alla volontà divina. Co-creare significa essere consapevoli di far parte del tutto e usare consapevolmente l’energia creativa divina che veicola attraverso i nostri pensieri, parole e azioni, agendo in affinità alle leggi armoniche dell’universo. Sapere che ciò che facciamo ha impatto immediato su tutto ciò che è ci rende più consapevoli e responsabili su come utilizzeremo la nostra quota di libero arbitrio. Guarire significa allinearsi ad un cambiamento positivo e ripristinare l’integrità. L’ultimo passo che opera la trasmutazione è la richiesta al divino, che chiama la discesa della grazia. La richiesta può essere formulata in modo personale. Un esempio potrebbe essere: «Padre/madre di tutto ciò che é ti affido quest’energia affinché tu possa trasformarla secondo la tua divina volontà che è puro amore, e ti chiedo di restituirla in forma di luce/saggezza a beneficio di tutti, e affinché io possa servire come uno specchio sempre più chiaro e limpido del tuo divino amore»

Sennar

Fonte: http://www.coscienzanuova.net/la-strada-verso-la-non-violenza/

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