Liberazione – “E’ sufficiente formare la visione del mondo…

Liberazione – “E’ sufficiente formare la visione del mondo in modo tale che le persone non abbiano idea di cosa sia la libertà personale” – Vadim Zeland e il Referendum per il reddito di cittadinanza.

Domenica scorsa, 5 giugno 2016, sono accaduti due fatti straordinari:

– In Svizzera, organizzazioni sono riusciti a promuovere e a far votare per un Referendum in cui si proponeva la creazione di un reddito di cittadinanza sufficiente a vivere più che degnamente.

– La gente, andata a votare, ha decisamente votato contro. Per circa l’80%.

Come inquadrare e spiegare questi fatti?

1. Una totale ignoranza della maggioranza delle persone sui meccanismi che stanno alla base della economia moderna, con la credenza nella favoletta che il denaro sia una rappresentazione di beni reali e / o di lavoro, e che sia proprietà di tutti, che ne usano come strumento per gli scambi reciproci.

2. La conferma chiara che per generare un certo tipo di realtà (e un certo tipo di governo / controllo) sia sufficiente creare una ben precisa visione della realtà delle persone. Visione della realtà che prevede, tra l’altro, la difesa della attuale struttura sociale nella convinzione che sia l’unica possibile e che quindi la sua modifica metta in serio pericolo le persone stesse che ne fanno parte (vedi Sindrome di Stoccolma)

I concreti fatti alla base delle due affermazioni sopra potete trovarli, ad esempio, nei post:
Il Sistema di Governo ha due teste.
Elite cosa è e come crea il mondo che desidera
http://www.borsaitaliana.it/notizie/sotto-la-lente/asset-and-liability-management-banche167.htm
Banca d’Inghilterra: “i soldi non sono rappresentazione su carta di beni ‘reali’…

tutti post supportati, per quanto riguarda l’economia, da riferimenti nella stampa convenzionale, che troverete anche nei post stessi.

Vadim Zeland, nei suoi libri (“Transurfing”), descrive chiaramente gli effetti di quelli che, in mancanza di termini convenzionali, dato che sono stati finora esclusi dalla visione della realtà comune, chiama pendoli (assimilabili a strutture collettive, sociali, di governo, ecc.).

Ma fornisce anche strumenti, o meglio chiavi di interpretazione, per sfuggire alla morsa dei pendoli, nella conferma che il cambiamento interiore (di atteggiamento) è coincidente con quello esteriore, materiale, sono la stessa cosa.


“Ora tale processo sta passando al suo stadio conclusivo, quello che priva definitivamente la gente della libertà di scelta …

L’unico elemento a cui si può agganciare il pendolo è l’importanza [attribuita a fatti, cose, stati d’animo ecc… dalle persone] …

Il principio fondamentale nella lotta contro un pendolo risiede nella rinuncia a lottarci contro.
Non si tratta di un combattimento con un nemico tangibile, ma di una battaglia contro un pupazzo di argilla, un gioco, insomma.

Un pendolo è un pupazzo di argilla fino al momento in cui riconoscete la sostanza del suo gioco e non vi sottoponete alle sue regole.

[Ma il pendolo cercherà di provocarvi, per farsi dare importanza e catturarvi nel suo gioco (problemi, preoccupazioni, difficoltà…]
Tutto quello che vi serve è svegliarvi per tempo e ricordare che tipo di gioco state conducendo.

Reagite in modo inadeguato [non nel modo standard che vi è stato sempre proposto, ovvero con reazioni di rabbia e paura].
Sinceratevi di quanto sia piacevole riconoscere che vi rendete conto di come il pendolo cerchi di provocarvi. La piacevole sensazione è data non solo dalla fierezza di sé, .. il fatto è che quando il pendolo vi provoca ma voi non reagite, l’energia del pendolo, quella che nutre la provocazione, passa a voi, rendendovi ancora più forti.”

oltre12.net


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