Meditare durante l’Eclisse “Si” o “No”?…

Da Cara Lettrice Amica, che ringrazio di Cuore, vengo a conoscere un bellissimo articolo di Caroline Mary Moore, che anche se in ritardo ne propongo ugualmente la lettura perché riguarda non solo l’eclisse, ma un modo d’essere.

Buona lettura.

NuvolHarì

 

dalleclissedellesserealmisterodelvuoto.com

Meditare durante l’Eclisse “Si” o “No”? Ancora una volta siamo intrappolati nel gioco nella dualità!

Caroline Mary Moore

Sicuramente avete notato come l’eclisse del 21 agosto stia dividendo chi medita a metà. C’è chi sostiene che la luna nera rappresenta l’apertura dei portali che facilitano, agli esseri negativi e oscuri, un entrata nel 3d,  e altri che ritengono che l’eclisse sia un’opportunità energetica per radicare la luce.

Esseri di Luce, Esseri Oscuri, meditare “si”, meditare “no”, è giusto, è sbagliato, è un bene è un male – siamo sempre nella dualità!

Prendendo in considerazione la legge della risonanza, ogni persona attira versa di se la medesima frequenza che emana. Quello che tiene l’umanità schiava dei propri impulsi negativi, non sono i vari concetti  di complottismo, il Matrix o altro, ma la propria frequenza vibrazionale, che influenza la capacità umana di trascenderli; perché come razza, siamo ancora emotivamente immaturi e prevalentemente irresponsabili.  Questi “cattivi” sono i nostri capri espiatori, necessari e comodi per proiettare il lato oscuro che dimora dentro di noi, la parte della psiche umana rinnegata che desidera essere reintegrata nell’intero, tuttavia, invece di assumere la nostra responsabilità, siamo troppo spesso distratti con giustificare, reprimere o consegnare a terzi la responsabilità dell’ombra personale, tramandando la separazione piuttosto che creare l’integrità interiore.

Nell’antichità, l’eclissi era sempre associata agli opposti dualistici tra il bene e il male – la vita e la morte, l’avvenimento era un’importante annotazione sulla supremazia assoluta della Natura che, ciclicamente s’impone, influenzando le vicende umane con tutta la sua grandezza astronomica; ricordando all’uomo della sua umanità vulnerabile e fragile, guidata dalla mente ego, soggettiva e mortale, che troppo spesso occulta l’Essere Autentico, prendendo il sopravvento sull’ambito dell’individuo, deviandolo dalla retta Via.

Niente è cambiato, più che mai, la dualità tra gli opposti e evidente, rilevando con enfasi la storia più vecchia del mondo, l’eterna lotta tra la luce e le tenebre. Possiamo cambiare i nomi degli oppositori, ma il concetto moralistico rimane, la Luce è il Bene Supremo e le Tenebre, il Male Assoluto. Tuttavia, questo è un concetto del mondo tridimensionale, e se noi vogliamo ancorare ed incarnare energia della 5a dimensione è necessario trascendere la dualità. Mantenere una posizione moralistica, significa rimanere nella frequenza vibrazionale che sostiene tutto quello che desideriamo trasformare, bisogna lasciar andare questi concetti obsoleti che ci mantengono vittime di chi o cose oscure che vogliano imprigionarci, e andare oltre.

Nessuno ha la verità in tasca, tuttavia, nonostante le nostre differenze sulla superficie, possediamo tutti una verità in comune – il nucleo del cuore.

Oggi, siamo più consapevoli del potere straordinario del cuore, molti hanno sperimentato il vuoto, lo spazio interiore, un argomento conosciuto e studiato anche dalla scienza. Per chi non è più cosi condizionato dal tira e molla dell’elettro magnetismo (gli opposti), il volto nero della luna,  ci invita ad andare oltre la soggettività mentale, dalla dualità, poiché: unendosi in totalità, il ricercatore del sé sperimenta l’antica disciplina spirituale dimenticata dalla nostra società moderna, l’incontro con il Mistero del Vuoto che permea l’esistenza, e che dà forma ed espressione all’universo e la sua manifestazione. 

Unirsi in gruppo per meditare ha poco effetto se i meditatori non sono in grado di entrare in questa dimensione del mistero, unirsi sulla superficie dell’essere non permette una connessione autentica perché finché i nostri obiettivi sono in sintonia, l’amore reciproco e un’apparenza che inganna, appena le opinioni si scontrano, l’ego scatta, separando se stesso da chi non è d’accordo, creando conflitto. Non esiste il campo unificato in questa dimensione, ma molteplici frequenze che si attraggono o si respingono in un gioco continuo di oscillazione!

Quando si entra nel nucleo del cuore, non c’è bisogno di unirsi in gruppi, la dualità scompare, il tempo e spazio anche, e siamo connessi con il tutto, in questa dimensione niente può invaderci, attaccarci, o ferirci  – nel vuoto tutto diventa uno; o meglio, la goccia  di rugiada diventa l’oceano stesso.

Osho disse: Nel linguaggio di Buddha il vuoto non è negativo, è assolutamente positivo, più positivo della cosiddetta pienezza, perché il vuoto è piena di libertà: tutto è stato eliminato, è spazio! Tutti i confini sono stati spazzati via: è sconfinato e solo in uno spazio sconfinato è possibile la libertà. Il vuoto del Buddha non è un vuoto comune: non è solo l’assenza di qualcosa, è la presenza di qualcosa di invisibile….Questo è il processo della meditazione: togliere tutto quanto, eliminare te stesso così totalmente che niente rimane, nemmeno tu…

Se il tuo sentire interiore ti spinge verso la meditazione durante l’eclisse, segui il tuo cuore e “go in” vai dentro in profondità, nel nucleo, nel vuoto ad accogliere l’occasione per trascendere le dualità perché come disse Osho: “ in quel silenzio estremo, ecco la libertà!”

Caroline Mary Moore

Fonte: http://www.dalleclissedellesserealmisterodelvuoto.com/2017/08/19/meditare-leclisse-si-no-ancora-volta-intrappolati-nel-gioco-nella-dualita/

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