Come puoi riscoprire i tuoi talenti

Marco Ferrini

Marco Ferrini - Serenità interiore

Qualche giorno fa, rispondendo alle tante lettere che quotidianamente ricevo, ho affrontato un tema che penso possa essere utile approfondire anche in questa sede, a beneficio di più persone. Il mio interlocutore mi scriveva che si trova in un periodo di astenia, non gli piace il suo lavoro, non riesce a trovare la sua collocazione in questa vita.

“Io sono una persona senza talenti, molto ignorante e a volte mi dico: forse è per questo che non riesci a collocarti in questa vita. Mi sento bloccato, incatenato, senza via di uscita, mi sto chiedendo seriamente se vale la pena vivere una vita così inutile o se forse sarebbe meglio abbandonarla. Lei dice, se non ho capito male, che noi siamo fatti per la felicità, ma come trovarla?”.

Ho risposto desiderando porre attenzione su di una grande verità che mi hanno insegnato gli antichi testi dello Yoga e che grazie all’esperienza ho realizzato anche nella mia vita.

Non esistono persone senza qualità. Non esistono persone inutili o la cui vita possa considerarsi tale.

Ognuno di noi può offrire agli altri talenti o virtù che altri non hanno, e questo in forza delle proprie caratteristiche intrinseche originarie, in quanto ciascun individuo è espressione infinitesimale ed unica del Supremo.

Paradossalmente potremmo dire che neanche Dio, poiché ci ha creati per Amore come parti integranti di Lui, possa far a meno di qualcuno di noi…e questo non certo per Sua necessità, ma appunto come espressione del Suo infinito e incondizionato atto d’Amore!

Va poi aggiunto che in alcune condizioni di esistenza, per errori che abbiamo commesso, le nostre virtù divine originarie  possono risultare in parte oscurate, addormentate, dimenticate, ma mai smarrite definitivamente, perché sono insite nella nostra stessa natura!

La scienza dello Yoga ci insegna un metodo per tornare ad essere consapevoli di queste nostre virtù, trasformandole da potenziale in potenza, e ritrovando prima di tutto consapevolezza di noi stessi nella nostra reale identità.

Il lavoro è certamente impegnativo per tutti,  ma tutti siamo in grado di intraprendere questo percorso con lietezza, coraggio e fiducia, in virtù della visione che ci offrono i sacri testi, ovvero che il tesoro sicuramente c’è, esiste già ed è dentro di noi! Anzi: siamo noi stessi il tesoro e lo realizziamo quando ritroviamo il collegamento con la nostra sorgente divina!

È una tendenza involutiva stigmatizzare se stessi o altri per errori compiuti o per difetti che si sono sviluppati. Come ripeto spesso: non guardare a quante volte sbagli, piuttosto a quante volte sei disposto a correggerti!

Che le apparenze o le tristi vicissitudini temporanee non coprano la realtà eterna del nostro essere. Chi desidera andare alla ricerca di se stesso nella propria vera identità, oltre le mutevolezze cangianti di ciò che è temporaneo, allora ha i requisiti necessari per intraprendere con successo il viaggio e per ritrovarsi… tappa dopo tappa, crisi dopo crisi, nel lungo, faticoso ma affascinante percorso evolutivo.

Di fronte ad un grande “perché”, c’è sempre un piccolo “come”. Con ciò intendo dire: se la nostra aspirazione alla bellezza, soavità, verità, senso, visione è grande ed è ben motivata, poi arriveranno anche gli strumenti necessari per realizzarla, e la scienza dello Yoga ce ne offre di straordinaria efficacia. Come diceva Sant’Agostino: l’universo intero cospira alla nostra liberazione.

Marco Ferrini

Fonte: http://www.marcoferrini.net/home/item/come-puoi-riscoprire-i-tuoi-talenti.html

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3 Risposte a “Come puoi riscoprire i tuoi talenti”

  1. Cit. “Va poi aggiunto che in alcune condizioni di esistenza, per errori che abbiamo commesso, le nostre virtù divine originarie possono risultare in parte oscurate” se ci si riferisce a singole e comuni persone come nel caso della lettera, non parlerei di errori (che é un po colpevolizzante) ma di esperienze passate, tanto più che ci sono alcune culture che sostengono proprio questo, che si tratti di esperienze di vite passate, naturalmente non voglio contestare quanto sostiene Marco Ferrini, ma solo che c’é già stata purtroppo un’autorità che ha abusato del senso di colpa e sarebbe bene tenere conto di questo abuso che c’é stato purtroppo nella storia e che ha provocato psicopatie nelle persone.

    Invece parlerei di “orrori” non errori, ma “orrori” con riferimento alle eggregore di cui al libro Massoni di Gioele Magaldi.

    1. Per quanta meticolosità ed accuratezza nello scegliere una parola adatta allo scopo, penso sia molto difficile se non impossibile esprimere concetti che vanno oltre la materia usando linguaggi prettamente materiali, come lo sono quelli odierni e sono anche molti.
      Bisognerebbe ad ogni parola usata, spiegare cosa si intende; se poi ci si mette di mezzo anche la personale interpretazione, dettata anche dallo stato d’animo del momento, andremmo avanti all’infinito.
      Se si comprende l’intento, lo scopo di colui che parla, allora le parole prendono un significato in riferimento allo scopo, tralasciando altre possibili interpretazioni fuorvianti.
      Questo è il mio pensiero.
      Un caro saluto.
      Renzo

  2. Si sono convinta, di quello che dici, basta capire il senso, sono d’accordo.

    Infatti l’avevo anche scritto, se mi mettessi io a parlare ad esempio farei solo dei danni, non sono per niente comunicativa, però ho precisato questa cosa, sempre però con riferimento all’argomento della lettera, proprio perché altre Conoscenze sostengono appunto che si che tratti di esperienze , lo precisano proprio esperienze, non voleva essere una critica.

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