Ragnatela mentale

Ecco quà Fratelli, un altro bel articolo, da altra fonte con altro modo di spiegare ma che va a segno.

Suggerisco di visitare anche il sito fonte di questo interessante articolo.

Buon studio.

Articolo 308 – Ragnatela mentale

La “bottiglia di pensieri” in cui veniamo rinchiusi è legata all’atto di confrontare, paragonare, valutare.
Sono le “correlazioni” il problema.
La persistenza di un pensiero è legata indissolubilmente alle correlazioni che questo pensiero suscita.
L’atto di confrontare e trovare correlazioni è la “ragnatela mentale” da cui la mosca dell’attenzione non riesce più a liberarsi.
I confronti, i paragoni e le valutazioni sono la trappola che costruisce il “limite”.
Un pensiero non può vivere di sé medesimo; senza imprigionare un briciolo di “attenzione” esso evapora, diventa ciò che in realtà è, una possibilità virtuale. 
L’ Io-mentale è consapevole di questo? In larga parte no.
Il sapiens è il prodotto di questa larga inconsapevolezza. L’incapacità di essere consapevoli produce l’illusione che i pensieri siano noi e che siano “vivi”.
La natura del pensiero è immateriale, come può persistere?
Uso un linguaggio inadeguato per spiegarlo…
Definiamo il pensiero come “energia immateriale” e, in un mondo di forma e sostanza, questa energia deve avere una correlazione con esse.
Così, la forma e la sotanza risentono di questa energia immateriale.  Pare ovvio, non trovate?
E’ così ovvio che il linguaggio che usiamo riconosce questo rapporto di causa-effetto, anche se la scienza si inventa altro.
Ogni “informazione” è in realtà “in-forma-azione”, cioè energia in grado di agire sulla forma!
Domanda: agirà anche sulla sostanza? Certamente.
Sempre il linguaggio stabilisce che ci sia una correlazione sensoriale strettissima tra l’energia immateriale del pensiero e la sua azione sulla forma, in questo caso corporea.
Il senso del tatto agisce attraverso le “im-pressioni” cioè pressioni interne, ma non solo, le sensazioni sono le azioni dei sensi sulla forma e sostanza. 
Emozione = azione sul sangue
Identificazione = azione sullo spazio, cioè separazione dalla non-forma e dalla non-sostanza
Immaginazione = azione delle immagini
Traduciamolo: il pensiero è energia che “tras-forma”.
Così, che ne siate consapevoli oppure no, la bottiglia di pensieri, grazie alle correlazioni, è sempre in azione.
Possiamo farla smettere? Un primo aiuto vi è stato fornito nell’articolo precedente, ora ve ne fornisco un altro, prima però dovete capire che l’ illusione della correlazione vi porta a pensare di essere il corpo fisico, come spiegato nel terzo libro di dodicesima.com “K.O.pernico”.
Non confrontare è la modalità necessaria. Se ci riuscissimo, il vero messaggio dei vangeli verrebbe immediatamente compreso: esiste solo DIO.
Nella “ragnatela di correlazioni” l’ Io-mentale trae il senso d’esistenza.
Per questo crediamo di essere i pensieri. L’ovoide emotivo si comporta esattamente come un ovoide, la diffrazione della luce in una simile forma, illustra chiaramente questa ragnatela:

Naturalmente, la ragnatela illustrata è “parziale” per via del fatto che tiene conto di una sola emissione; ma, nell’ Ovoide del Sapiens ci sono altre due emissioni: quella del corpo di sogno e quella della linea di sangue.
La ragnatela è quindi totale.
Ovviamente, le linee portanti sono le credenze, in questo senso esse traggono vigore dal ricalco della linea di sangue. Se c’è una ereditarietà, essa non è fisica ma è una eredità di pensiero. E’ questo che agisce sulla forma e quindi sulla sostanza.  
Tuttavia se l’Ovoide genera il corpo fisico, o meglio l’Ologramma fisico, nel corpo avremo il riscontro fisico di questi “fuochi d’attenzione”.
In effetti ce li abbiamo e li possiamo localizzare!
Il primo punto che localizzeremo sarà il vostro, quello che usate voi grazie alla “identificazione” cioè  l’azione di escludere lo spazio che non è “corpo”, se avete un problema e ci pensate, il primo “fuoco d’attenzione” che si attiva è quello che riguarda voi.
Lo troverete a destra, appena sopra l’orecchio destro.

Come pensate al problema, un flusso di immagini attiva quel punto. Quello è il primo fuoco, dovete silenziarlo!
Si fa così: sentite il suono delle due orecchie simultaneamente…
Fatto? Dirigete quel suono lì in quel punto, quando è lì, spingetelo fuori dal piede destro del corpo fisico.
Il piede diventerà fresco/freddo.
Ripensate al problema… che accade? Sentirete un qualcosa che interviene a correggere l’assenza del primo fuoco d’attenzione. E’ la struttura dell’autoricordo di sè stessi. L’Io-mentale  vuole ricordare sè stesso sempre uguale e interviene. Il flusso che alimenta il primo fuoco d’attenzione è sempre a destra, un po’ più in alto, al confine con la fontanella.
Lo sentirete subito, la pressione sulla corteccia vi indicherà, attraverso un piccolo dolore, dove è il secondo fuoco di attenzione.
Ok? Ripetete l’operazione compiuta per il primi fuoco: silenzio e poi spingetelo fuori dal piede destro.
A questo punto la “ragnatela mentale” è instabile… se il problema era un dolore, esso sparirà.
 Fonte: https://sites.google.com/site/wwwdodicesima/testimonianze
   Invia l'articolo in formato PDF