Riflessione sul Dharma

Ad occhi aperti noi non vediamo. Perché proiettiamo in quel che vediamo il cumulo delle nostre illusioni, condizionamenti e vanità. E la vanità è veleno per la vita spirituale.
Ci sono tanti Dharma, spiega lo Shrimad Bhagavatam, ma solo seguendo il supremo Dharma impariamo a vedere, ci liberiamo dalle pretese di eccellenza e pian piano sviluppiamo le qualità vere.
Pensate alla follia e al disastro operato dal terzo Reich che tentò di fondare la civiltà Arya biologicamente, non in base alle qualità dell’anima. La loro comprensione era completamente rovesciata rispetto agli insegnamenti degli Shastra, e non è un caso che come loro emblema scelsero la svastika (letter. ‘Ciò che è bene’) disegnandola al contrario.
Ritornando al concetto di Dharma: ci sono vari tipi di Dharma perché ci sono vari livelli di coscienza. Anche le lucertole o i coccodrilli hanno il loro Dharma, ma esiste appunto un Dharma supremo che lo Shrimad Bhagavatam, il cuore della rivelazione indovedica, definisce “Bhagavat Dharma”.
In questo supremo Dharma non c’è traccia di violenza. C’è equanimità e amore verso tutti. C’è puro amore per Dio.
Bhagavan è infatti il Signore supremo, ‘Colui che possiede ogni qualità, talento, virtù, opulenza’. Le sei principali Bhaga o qualità eccelse divine sono: bellezza, ricchezza, forza, fama, conoscenza e distacco.
Pensate che ci sono tradizioni in cui queste indispensabili virtù, tra cui equanimità e pacificità, vengono invece tradite anche nelle cosiddette feste religiose… Shri Krishna ci spiega qual è la via suprema per giungere a Lui.
Nella Bhagavad-gita XVIII.64 ci esorta: “Lascia ogni Dharma e prendi rifugio in Me soltanto. Io ti libererò da tutte le conseguenze dei tuoi errori”.
La vita si illumina di infinito, di sapienza e beatitudine, quando quei tanti Dharma li abbiamo fatti diventare UNO, il Bhagavat Dharma, e quando puramente ci siamo affidati a quell’Uno, Dio, unico Signore della nostra vita, unica sorgente di Amore.

Fonte: http://www.matsyavatara.com/home/riflessioni/458-riflessione-sul-dharma.html

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