Rimpianti… in punto di morte

In Bhagavad Gita c’è una frase di Krishna rivolta ad Arjuna in cui dice che sono i pensieri che si hanno all’istante della morte a determinare la condizione futura dell’Essere.
Ebbene, possiamo vedere detta frase anche da un punto vista tecnico e cioè che in quei momenti dove le precedenti certezze svaniscono e c’è un bagliore generato da un’Anima che trova un pò di spazio per farsi sentire, mettendo l’Essere ancora cosciente sul piano fisico in condizioni di osservare il Suo operato e decidere cosa sarebbe stato meglio fare, giudica se stesso e dopo lasciato il corpo decide cosa fare in seguito e sono le forti emozioni cariche di energia provate in quei momenti che creano il futuro.
Negli ultimi tempi, queste conoscenze vengono a galla attraverso esperienze citate come scientifiche; ma allora, quando gli antichi Saggi spiegavano ciò in modo semplice, diciamo filosofico, non erano forse anche scienziati?, non erano anche religiosi?.
Ebbene, la religione separata da filosofia diventa infantile sentimentalismo ed anche peggio; la filosofia separata dalla religione diventa speculazione mentale; infine la scienza separata da religione e filosofia diventa… non serve dirlo.
Scienza, Filosofia e Religione, sono in realtà un tutt’uno ed un concetto visto dai tre punti di vista, che sembrano molto diversi, quando nella Verità, portano alla stessa comprensione finale.
A Tutte/i auguro buona lettura del seguente illuminate articolo.
NuvolHarì

Rimpianti… in punto di morte

di Marco Cammilli

Rimpianti in punto di morteSono certo che il contenuto saprà farti riflettere su ciò che è davvero importante per te, perché se non hai la piena consapevolezza di cosa è capace di renderti davvero felice, allora non lo sarai mai.

Bronnie Ware si ritrovò a lavorare come infermiera nell’ambito delle cure palliative per anziani e malati terminali. Ogni giorno, cercava di aiutarli accompagnandoli al capolinea della loro vita terrena. Si accorse così che, in quei frangenti, le persone riuscivano a vedere il mondo con “occhi diversi”, rispetto a tutti coloro che non erano in quella fase della vita.

Quando Bronnie chiedeva loro cosa avrebbero voluto fare di diverso nella vita, se avevano dei rimpianti su come era andata la loro vita, nessuno parlava in alcun modo di aspetti legati al successo, ai soldi, al potere o al lusso. Nessuno. Ciò che venne fuori era di tutt’altro genere.

Bronnie, decise così di appuntarsi questi rimpianti in punto di morte, queste confidenze, i desideri mancati dei suoi pazienti, per poi scriverci un libro. Il libro, dal titolo: “Vorrei averlo fatto, i cinque rimpianti più grandi”, sarebbe in seguito divenuto un best-seller in tempi da record!

I 5 rimpianti in punto di morte

Vivere una vita più vera1) Vorrei avere avuto il coraggio di vivere una vita più vera, non quella che gli altri si aspettavano da me.

Tra i rimpianti in punto di morte, il più comune è questo, quello di non aver vissuto la propria vita appieno, ma di aver vissuto quella che hanno voluto gli altri. Il tempo passa e non gli diamo il giusto valore. Il tempo scorre e non riusciamo neppure a trovare qualche attimo per decidere cosa vogliamo davvero dalla nostra vita. Siamo talmente abituati a ripetere ogni giorno determinati schemi, determinate abitudini, che non riusciamo neppure ad avere la consapevolezza di quello che realmente stiamo facendo.

Quello che stai facendo lo hai deciso tu o qualcun altro? E’ quello che realmente vuoi? Quante volte hai avuto la possibilità di decidere ma hai preferito rimandare? Il non-agire, ti porterà a essere sempre in balia delle correnti, in balia di quello che decidono gli altri per te. Anziché accontentarti, potresti rimboccarti le maniche e, armato di coraggio, affrontare le varie paure che ti hanno impedito finora di decidere davvero.

Dentro di te sai benissimo che certe decisioni avrebbero un benefico affetto su di te e sulle persone che ti stanno accanto, ma la paura nel breve termine è più forte del piacere che ne potresti trarre nel lungo periodo. Così facendo non ti rimane altro che rimetterti comodamente seduto sulla tua poltrona, all’interno della tua cara “zona comfort” e goderti la tua tranquilla infelicità.

2) Vorrei aver lavorato di meno.

I pazienti di Bronnie, si lamentavano del fatto di aver corso troppo, come un criceto nella propria ruota, senza accorgersi di quello che succedeva intorno a loro. Soprattutto le persone che avevano avuto carriere di rilievo, provavano quasi tutte questo tipo di rimorso: l’aver corso continuamente senza soffermarsi mai un attimo a chiedersi quali fossero le cose realmente importanti per loro nella vita. Questi pazienti avevano tolto tempo prezioso al proprio partner, ai figli e, in generale, agli affetti. La maggior parte di loro aveva dedicato buona parte della loro esistenza a inseguire la carriera e questo li aveva portati lontani da casa, perdendosi, ad esempio, la fanciullezza dei propri figli.

Esprimere i propri sentimenti e pensieri3) Vorrei aver avuto il coraggio di esprimere i miei sentimenti e pensieri.

Questo è il terzo tema comune alle persone intervistate. I pazienti hanno dichiarato di aver rinunciato troppo spesso a dire ciò che pensavano, a esprimere liberamente i propri sentimenti.

Ma perché mai uno non dovrebbe dire ciò che pensa? Credo sia una delle più importanti libertà che abbiamo. Lo facciamo per paura di danneggiare un rapporto, per paura di ferire il nostro partner, il collega o rovinare un’amicizia. Per evitare questo, teniamo un atteggiamento passivo e ciò che pensiamo e che vorremmo dire lo tratteniamo dentro di noi. Ci comportiamo in questo modo, poiché pensiamo che dire ciò che pensiamo, debba significare per forza aggredire l’altra persona.

Ma non è così, significa piuttosto esprimere il proprio punto di vista con gentilezza, con equilibrio: significa essere assertivi. Può darsi che l’altra persona possa sentirsi comunque ferita dalle nostre parole, ma è molto meglio esprimere con gentilezza il proprio pensiero piuttosto che far finta che vada tutto alla grande. Tenersi infatti tutto dentro, porta solo e soltanto a instaurare dei rapporti mediocri.

Tuttavia, spesso preferiamo accontentarci di questa mediocrità, senza accorgerci che questo atteggiamento con il passare del tempo genera sempre malcontento, risentimento e amarezza. Purtroppo ce ne rendiamo conto sempre troppo tardi, quando oramai il tempo che ci hanno concesso su questa terra volge al termine. Ecco che un qualcosa che potevamo gestire a tempo debito, ce lo trasciniamo fino a trasformalo in uno dei principali rimpianti in punto di morte.

4) Vorrei essere rimasto in contatto con gli amici.

Intrappolati nella propria vita, nel proprio tran tran quotidiano si cominciano a perdere di vista gli amici. Più il tempo passa e più diventano parte del passato. Chi l’avrebbe mai detto che li avresti persi di vista per sempre? Quegli stessi amici di cui un tempo non potevi fare a meno.

Arriva un giorno in cui ti accorgi che non esistono più: i tuoi migliori amici si sono trasformati in qualche foto ingiallita nascosta in vecchi album. La maggior parte dei pazienti di Bronnie, ha indicato questo tra i principali rimpianti in punto di morte. Molti hanno allora cercato di ricontattare i vecchi amici ma come puoi immaginare non sempre è stato possibile. Perché dobbiamo ritrovarci quando il tempo a nostra disposizione è agli sgoccioli, per capire che i rapporti con le persone sono fondamentali per il nostro benessere? Cerchiamo allora di trovare un po’ di tempo, all’interno delle nostre giornate piene d’impegni importantissimi (?), da dedicare alle persone a cui teniamo, a cui vogliamo bene.

La ricerca della felicità5) Avrei voluto lasciare aperta la porta alla felicità.

I pazienti di Bronnie, spesso solo al momento del capolinea, si sono accorti di essere rimasti incastrati in vecchie abitudini e in vecchi schemi, secondo i quali si pensa che il benessere sia strettamente collegato al possesso. Questo schema mentale, inculcatoci dai vari media, dalla società, ce lo siamo così profondamente fatto nostro, che sembra persino assurdo che la felicità possa essere invece legata a ben altro.

Sul letto di morte, molti hanno confessato di aver indossato una maschera per mostrare agli altri e a se stessi quanto fossero felici… ma era solo una maschera appunto. Le loro vite, i loro modi di essere, di comportarsi erano talmente regolati dall’importanza dell’apparire, dall’importanza di ciò che gli altri pensavano di loro, che quella tanto agognata felicità è rimasta per tutta la loro vita fuori dalla porta.

Si sono comportati troppo spesso secondo le aspettative degli altri, perdendo di vista le proprie. Quanti rimpianti in punto di morte per tutti quei sorrisi mancati, per tutte quelle volte in cui avrebbero voluto vivere con più leggerezza… quella leggerezza che purtroppo in certe situazioni non era ben accettata dagli altri. Ecco, avrebbero voluto sorridere di più!

Il filosofo e poeta Henry David Thoreau scrisse: “Vivere con saggezza, vivere in profondità e succhiare tutto il midollo della vita, per sbaragliare tutto ciò che non era vita e non scoprire, in punto di morte, di non aver vissuto”. L’esperienza e la saggezza di queste persone, giunte a noi grazie all’autrice, dovrebbero aiutarci ad avere una visione più lucida di cosa sia davvero importante nella vita e di cosa invece sia solo apparenza.

Sono convinto che questo articolo, sui rimpianti in punto di morte, ti aiuterà a riflettere con la massima attenzione su cosa vuoi realmente dalla vita, quali sono i tuoi sogni e quali sono le cose realmente importanti per te. Prenditi del tempo per pensare a tutto questo e una volta deciso, muoviti nella giusta direzione, così quando arriverai in fondo a questo cammino terreno che è la vita, ti accorgerai piacevolmente di aver vissuto proprio come volevi.

Le opportunità le puoi cogliere adesso, ogni giorno, da quando ti alzi al mattino fino a quando vai a letto la sera. Questo è un ottimo modo per non avere rimpianti in punto di morte. Sfrutta ogni istante per fare ciò che ritieni giusto e che è realmente importante per te: solo così, a fine corsa, sarai riuscito a non accumulare rimpianti.

Nel libro ho trovato una frase molto importante che racchiude tutto il significato dell’opera. Vorrei che tu leggessi questa frase con la massima attenzione, facendola tua: “La maggior parte delle persone non capisce, se non a pochi giorni dalla fine, che la felicità è una scelta”. (Bronnie Ware)

E tu, hai già fatto questa scelta?

Articolo di Marco Cammilli

Fonte: http://www.upgradeyourmind.it/decidere/rimpianti-in-punto-di-morte/

da: http://www.fisicaquantistica.it/evoluzione-personale-e-consapevolezza/rimpianti-in-punto-di-morte

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