Segnalo: Coraggio! La Notte è Fonda, ma la Luce più Vicina!

Coraggio! La Notte è Fonda, ma la Luce più Vicina!

Sebirblu, 13 aprile 2017
In questo terribile momento planetario, in cui la Terra e tutti noi siamo minacciati da una possibile e terrificante guerra nucleare con tutte le sue tragiche implicazioni, ritengo utile riproporre un vecchio post che pubblicai nel maggio 2012, affinché la Divina Voce dia nuovo slancio e speranza a chi è convinto che nulla più sia recuperabile in questo mondo.

“Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza”
Questa frase che Ulisse rivolge ai compagni, con i quali si imbarca, in quello che Dante nel XXVI canto dell’Inferno nella Divina Commedia definisce il folle volo, è un capolavoro di eloquenza retorica tutta tesa a sminuire il senso del pericolo agli occhi dei suoi rematori.
Nell’immaginario dell’uomo moderno, la figura di Ulisse è il simbolo della ricerca del Sapere, di colui che instancabilmente cerca nuove strade e sposta in continuazione i traguardi di quel suo inarrestabile e metaforico viaggio verso ciò che ancora è sconosciuto.
Il canto 26° dell’Inferno è un vero elogio alla «Importanza della Conoscenza». Attraverso le parole di Ulisse si comprende che essa non ha limiti d’età. Lui e i suoi compagni sono ormai vecchi, ma vale la pena di ripartire, SEMPRE!
Nel suo profondo desiderio di sapere è racchiuso il segreto della sua fama,ed è soprattutto uno sprone affinché l’Umanità ne segua il cammino. Nella sua Odissea ha conosciuto cose che gli altri umani (poco disposti ad intraprendere un viaggio pieno di incognite verso la Conoscenza) non hanno saputo e voluto assaporare.
Nemmeno gli affetti più grandi ed intensi sono riusciti a trattenerlo, perché nel suo intimo il poderoso anelito, sospinto dall’esigenza evolutiva spirituale, era troppo imperioso.
Questa aspirazione irresistibile dell’Anima giunge quando il dolore ha già macerato l’individuo nel percorso vitale e lo porta ineluttabilmente a voler soddisfare le tipiche domande sostanziali: “Chi sono? Da dove vengo? Dove vado?
Pietro Ubaldi (QUI) nel suo datato ma attualissimo “Messaggio della Resurrezione” presenta  molto  bene,  e non  potrebbe essere diversamente  perché  di  Fonte Divina, la funzione fondamentale della sofferenza che plasma e forgia gli Esseri (QUI) riconducendoli efficacemente alla Dimora iniziale dalla quale sono partiti.
“Venite ad Me, omnes qui laboratis et onerati estis, et Ego reficiam vos”.
“Venite a Me, voi tutti che siete affaticati e stanchi, ed Io vi ristorerò”.
 Mt. 11,28
Messaggio della Resurrezione
«La Mia Voce giunge da oltre il tempo e lo spazio; è Voce universale che parla a tutto il mondo e resta Vera in ogni tempo. Perché la Verità non può mutare se guardata da una nazione o da un’altra, da una razza o da un’altra; perché l’Anima umana è ovunque la stessa, se guardata nella sua profondità.

IO vengo a voi, oggi, nella Pasqua, soprattutto per illuminare e per confortare, poiché voi siete immersi in un’ondata di dolore.

Voi la chiamate crisi e la giudicate crisi economica; ma IO vi dico che essa è crisi universale, crisi di tutti i vostri valori morali, di tutte le vostre grandezze; IO vi dico che è crollo di tutto un mondo plurisecolare e che la crisi è soprattutto nelle vostre Anime, crisi di fede, di orientamenti, di speranze. Vertiginoso momento di grandi maturazioni.

IO vi porto speranza, orientamento, pace. Porgo ad ognuno, oggi, la Parola della Verità e dell’Amore (QUI), la Parola che voi più non conoscete, per ricondurvi alle origini millenarie della fede con l’intelletto nuovo della vostra scienza.

Nel giorno della Resurrezione, vi ripeto tale Parola, perché voi comprendiate il dolore e superiate gli angusti confini della vostra vita.

A ciascuno IO parlo con voce commossa, nel silenzio sacro della propria Coscienza.
Tu, che leggi, appartati un momento dall’inutile fragore del mondo ed ascolta…

La Mia Voce non ti giungerà attraverso i sensi, ma da questa lettura la sentirai nel linguaggio della tua personalità affiorare dentro di te.

La Mia Voce non giunge come tutte le cose dall’esterno, ma sorgerà in te, per vie inusitate, come cosa tua, dalla divina profondità che è in te e in cui IO sono.

L’Universo è infinito ed IO vengo da lontano, attratto dal tuo dolore. Nessuna cosa mi attrae tanto come il dolore, perché solo in esso l’uomo è grande e si purga e si redime, avviandosi verso più alti destini. È triste colpirvi così, ma solo soffrendo potete capire la realtà dell’esistenza. Esulta, perché questo è lo sforzo della tua resurrezione.

 
Jon McNaughton
 
A chi soffre IO dico: “Coraggio! Tu sei un decaduto che nell’ombra riacquisti la perduta grandezza”.(Cfr. QUIQUI e QUI; ndr).

Giusta reazione della Legge da voi liberamente violata che impone il ritorno all’equilibrio, e il dolore, come strumento di ascensione, vi indica la via smarrita, vi impone di riaprire l’Anima chiusa dalle facili gioie che purtroppo vi accecano, per abbracciare gioie più alte e vere; è forza che vi impone di riflettere e di ritrovare in voi la Verità dimenticata. È imposizione di nuovo progresso.

Abbraccia con gioia questo grande lavoro che ti chiama a realizzazioni più vaste. Se non vi fosse il dolore, chi vi forzerebbe ad evolvere verso forme di vita e di felicità più complete? Non ribellarti, ma amalo. Esso non è la vendetta di un Dio, ma è la fatica impostavi per la vostra conquista individuale.

Non maledire, ma affrettati a pagare il debito voluto dall’abuso di questa libertà che Dio ti dette perché tu fossi cosciente. Benedici questa forza salutare che, superando le barriere umane senza distinzione, varca tutte le soglie, penetra nel segreto e colpisce, e comanda, e dispone, e da tutti sa farsi comprendere.

Abbraccialo, amalo il dolore, ed esso perderà la sua forza. Accetta la necessaria scuola di ascensioni. Se ti rivolterai, la tua forza nulla potrà contro un nemico invisibile e la violenza ricadrà su di te, più violenta di ritorno.

Coraggio! Ama, perdona e risorgi. Non cercar negli altri la causa del tuo dolore ma in te stesso, e battiti il petto. Ricordati che non è eterno, ma è solo una prova che dura finché non è esaurita la causa che lo ha generato. (Cfr. QUIQUI; ndr)

Il tuo dolore è pesato e non andrà “mai” oltre le tue forze. Il mondo è creato per la gioia e alla gioia tornerà. Dall’altra sponda altre forze ti vegliano e ti tendono le braccia, più ansiose di te della tua felicità.

 
 
 
Ho parlato col cuore all’uomo di cuore. Parlerò ora all’intelligenza.

Voi uomini siete liberi nelle vostre azioni, ma non nelle loro conseguenze. Padroni di seminare gioia o dolore sul vostro cammino, non padroni di alterare l’Ordine della vita. Potete abusare, ma se abuserete il dolore reprimerà l’abuso. Di ogni vostro male voi seminaste le cause.
Il più grande errore dei vostri tempi è di ignorare il fatto morale, orientamento intimo della personalità, che è il fondamento della vita sociale.
 
L’uomo di oggi si accosta al suo simile per prendere non per beneficare. La vostra, che è civiltà economica, si basa sul principio del “do ut des” (“ti dò affinché tu mi dia”) che è la psicologia dell’egoismo. È la forza economica, quella che regge il mondo. La psicologia collettiva non è che la somma organica di tali psicologie individuali.

La ricchezza si accumula dove la forza l’attrae, non dove il bisogno e superiori esigenze la richiedono. Non è mezzo per una vita di giustizia e di bene ma strumento di potere e fine a se stessa. La legge di equilibrio è continuamente violata ed impone reazioni. Voi non dominate la ricchezza per obbiettivi più alti, ma la ricchezza domina voi.

Lavorate, ma lo scopo del vostro lavoro non sia il vostro vantaggio isolato ed egoista ma quello di dare un frutto nell’organismo sociale; allora solo si formerà quella psicologia collettiva che è la sola base stabile della società umana.

Beneficate, ma ricordate che il povero non vuole tanto il superfluo delle vostre ricchezze, quanto che scendiate fino a lui, che con lui dividiate il dolore e magari lo prendiate voi al suo posto. Venerate il povero; egli è il ricco di domani.

E compiangete il ricco; egli è il povero di domani. Tutte le posizioni tendono ad invertirsi perché l’equilibrio resti costante. La ricchezza tende verso la povertà e la povertà verso la ricchezza. Guai a chi gode e beati coloro che soffrono. Questa è la Legge!

Non vi fidate del mondo che riderà con voi finché avete forza e benessere, ma credete in Me che vengo quando soffrite per darvi aiuto e conforto. Oggi vedete che il dolore esiste e che non basta scetticismo o umano potere per allontanarlo.

Questo è il radicale cambiamento che deve avvenire nella società umana: che la vita cioè non sia un atto di conquista, dove trionfa il più forte o il più scaltro, ma un atto di bontà e di saggezza ove trionfi il più giusto.

Voi, scrutando con la vostra scienza, troverete in fondo alle cose questa suprema Legge di equilibrio che vi governa, e imparerete che il valore della vita non sta nel violare quella Legge seminando per voi reazioni di dolore, ma nel seguirla seminando effetti di bene; voi dovete imparare finalmente a capire che il vincitore non è il più forte ‒ esso è un violatore ‒ ma solo chi segue cosciente il corso delle leggi e si adegua senza violenza alle forze positive della vita.

 

Continua: http://sebirblu.blogspot.it/2017/04/coraggio-la-notte-e-fonda-ma-la-luce.html
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4 Risposte a “Segnalo: Coraggio! La Notte è Fonda, ma la Luce più Vicina!”

  1. Disse anche:
    beati voi che oggi piangere perchè un giorno riderete, beati gli assetati e gli affamati di giustizia perchè un giorna saranno saziati.
    Beati i poveri in spirito perchè vedranno Dio.
    Amatevi gli uni con gli altri come io ho amato voi.
    L’Amore è l’unica verità che tutti ci connette…
    Ciao Renzo, spero tutto ok. Buon viaggio a tutti i viaggiatori viaggianti che approdano in questo spazio.

  2. Ps: chiedo scusa per gli orrori ortografici…
    beati voi che oggi piangete
    un giorno saranno saziati

    1. Grazie Silvia,
      tutto bene nonostante le circostanze.
      Penso che se l’errore non è fuorviante o tradire l’intento, Lettrici e Lettori sapremo comprendere.
      Un caro saluto.
      Renzo

  3. Grazie a te, ricambio i saluti. Lieta di sapere che stai bene.

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