Segnalo: La tattica della polpetta avvelenata

Attenzione un NWO può nasconderne un altro!

Pensiamo di voler avvelenare un animale, ma di non potergli somministrare il veleno a forza dopo averlo catturato o sparandogli un dardo avvelenato (ne potete sparargli o ucciderlo con una trappola o simili): l’unica possibilità è fare in modo che l’animale in questione assuma DI SUA SPONTANEA VOLONTA’ il veleno, ad esempio mischiato a del cibo…la classica “polpetta avvelenata” per intenderci.

Per massimizzare le possibilità di successo dovremo utilizzare un veleno insapore ed inodore (in modo che l’animale non si accorga di mangiare qualcosa di nocivo fino a quando non sia troppo tardi), confezionare la polpetta con un cibo assai appetibile (in modo da essere sicuri che l’animale, una volta notata la polpetta, decida di cibarsene) e dovremo anche piazzare un numero abbastanza alto di polpette in luoghi dove sia molto probabile che l’animale passi spesso e dove siano facili da notare per lui (per massimizzare la probabilità che l’animale assuma il veleno: fare una buona esca ma piazzarla nel luogo sbagliato invaliderebbe tutta l’operazione da noi architettata).

Dovremo anche fare in modo che il veleno sia abbastanza subdolo da non permettere agli animali superstiti di capire che sono state le polpette ad avvelenare i loro compagni [ad esempio il veleno per topi agisce solo dopo oltre 24 ore proprio per evitare che gli altri topi capiscano quale sia l’alimento tossico; ciò provoca una morte orribilmente lenta e penosa alle malcapitate bestioline]…

Ma perché mai dovremmo voler avvelenare una povera bestiola o un intero gruppo di esse?

Continua: https://ununiverso.it/2017/03/21/la-tattica-della-polpetta-avvelenata/

   Invia l'articolo in formato PDF