SIGNORE E SIGNORI…

SIGNORE E SIGNORI…
Pubblicato da redazione

sun-earth

Dopo sei anni di attività divulgativa, il nostro programma di diffusione di notizie con un taglio specificamente scelto – Art in the Age of Disclosure – completa con questo fondamentale post la sua parabola editoriale.

Siamo lieti dell’attenzione che i lettori ci hanno accordato e dei tributi di apprezzamento che in varie forme ci hanno espresso, ed è ora per noi di dedicarci a diversa attività.

Di certo possiamo dire con soddisfazione che per tutto questo tempo non abbiamo mescolato finalità commerciali con il nostro programma di informazione, anche se in alcuni momenti tener fede all’integrità, che ci auguriamo sia stata percepita come intento inderogabile, ci è costato un notevole impegno di risorse.

Proprio per questo motivo ringraziamo pubblicamente qui tutti i contributors che hanno volontariamente reso disponibili i propri scritti alla pubblicazione su queste pagine. È grazie anche a loro se questo canale informativo è stato arricchito da contenuti di valore e utilità per i lettori.

Una menzione speciale tra essi a Franco Remondina, autore senior e conferenziere che disinteressatamente ci ha inviato un numero ormai imponente di post sempre sferzanti con spiccate qualità di previsione dell’andamento degli eventi, se riletti a distanza di tempo.

Forse apparirà insolito ai più, ma in quanto fondatore, anima e custode di questo blog, chi scrive considera da artista Iconicon Post ad oggi l’opera d’arte di maggior spessore, complessità e pubblica utilità che con la collaborazione di altri ha realizzato. Per questo motivo, fino a quando possibile, essa sarà mantenuta online come corpus organico costantemente supervisionato dall’ideatore, da poter rileggere ritrovandovi cose, come capita per post vecchi di anni che vediamo frequentemente ripresi di recente da altri. L’arte ha il ruolo di incidere sul pensiero collettivo, aprendo nuove possibilità e vie evolutive. Se in passato i medium artistici erano densi, come la pietra, il bronzo, i colori materici, ora sono immateriali, come i bit che codificano scritti memetici che vanno a interagire con connessioni neurali. 

E ora veniamo al futuro.

Quello che pubblichiamo in questo ultimo post è infatti il nostro “lascito” più importante, un complesso di contenuti che abbiamo scelto perché riteniamo imprescindibili affinché l’umanità attraversi correttamente quello che viene definito come Grande Portale.

Qualcuno avrà forse notato che abbiamo creato una sezione apposita, ossia:

http://www.iconicon.it/blog/category/grand-portal/

dove sono raccolti contenuti utili a questa delicatissima fase evolutiva che sta attraversando il nostro pianeta.

Tra essi spiccano certamente quelli appartenenti al cosiddetto Lyricus, la cui lettura ha anticipato e costituito il substrato per i materiali che qui rilasciamo. Chi tra i nostri lettori (pochi certamente, per la densità dei testi l’avranno fatto) è arrivato fino in fondo e magari li ha riletti, sarà avvantaggiato nell’avvicinarsi ai materiali dei cosiddetti Wingmakers che presentiamo ora.

Si tratta delle cinque interviste al dott. Jamisson Neruda.

Il personale consiglio di chi scrive è partire comunque dalla fine, da quello che è il culmine di tutto il corpus dei materiali, ossia la 5° intervista, il testo più complesso, ostico e inclusivo, e al contempo la più sintetica e chiara spiegazione alle 3 domande fondamentali che ogni essere umano almeno una volta nella propria esistenza si rivolge:

  • Chi sono?
  • Da dove vengo?
  • Dove sto andando?

In questo modo nessuno perderà il proprio tempo, perché decisivo sarà l’effetto nell’iniziare a leggere il testo, e la selezione spietata che ne deriverà.

Sono possibili 3 effetti e conseguentemente 3 decisioni.

  1. Al lettore il testo non risuona per nulla, esso non desta né interesse né il conseguente desiderio di comprenderne lo spessore. Decisione: meglio tornare subito a mangiare il tacchino al forno o guardare la partita, quello è il culmine delle possibilità.
  2. Al lettore il testo dà alcuni stimoli e fascinazioni, ma contemporaneamente induce destabilizzazione, una vaga nausea e molta incomprensione, ma non tale da contrastare il desiderio di comprendere a fondo. Decisione: rileggere con calma dopo un po’, quando alcuni concetti chiave si saranno sedimentati e consentiranno un avvio sempre più stabile della comprensione.
  3. Al lettore il testo risuona subito molto estesamente, andando a costituire una lente inclusiva con la quale poter osservare la realtà percepita da una prospettiva più ampia. Decisione: rileggersi subito ai link indicati le interviste precedenti 1-4, e approfondire a ritroso gli argomenti collaterali nonché i prodromi come gli scritti del Lyricus. Una rimappatura su scala drammaticamente più ampia del proprio sistema di credenze si produrrà in brevissimo tempo.

Tenendo conto che la sola 5° intervista sono 80 pagine circa, e realisticamente anche tra i lettori di Iconicon Post pochi sono coloro che hanno gli strumenti e la volontà per interiorizzare fino in fondo questi scritti, contiamo essenzialmente sullo scatto di orgoglio che in una cerchia maggiore di lettori potrà sorgere, nel volere andare per una volta a fondo della questione più vasta di tutte dal punto di vista esistenziale, rispetto alla quale ogni altra cosa è dettaglio irrilevante.

Perché chi si rapporterà a questi scritti contribuirà in prima persona alle sottili e delicate dinamiche evoluzionistiche dell’umanità, e in prima istanza alla propria evoluzione individuale verso una forma di esistenza compiuta, laddove quella attuale è illusorio simulacro.

Buona lettura quindi, e arrivederci al Grande Portale.

Jervé

PREFAZIONE ALLA 5° INTERVISTA DEL DR. NERUDA

di Camillo Urbani

La questione che si pone con la 5 intervista di Neruda a mio parere va trattata con una mentalità più AMPIA.
Se ammettiamo che il tutto esista non oggettivamente, ma in relazione al modo interpretativo, allora esiterebbe alla base una super-entità in grado di organizzare, insieme ad altre, una visione coerente dell’universo, allora possiamo dire che la “precisione, la nitidezza, l’oggettività, ecc.” della realtà percepita dipendono dalla precisione con cui l’accordo viene instaurato.

Questo accordo deriva principalmente dal fatto di avere un corpo fisico in comune, questo corpo fa una prima fondamentale scrematura della percezione uguale per tutti quelli che la condividono. Nella formazione di una visione coerente della realtà percepita è fondamentale l’aspetto educativo, tutti gli esseri che ci circondano sin dalla nascita, a partire dai genitori, fino agli amici, ai nemici ecc., ci fanno da maestri, l’interazione con essi suggerisce e impone un quasi comune abbinamento emozionale sugli input che entrano attraverso i vari sensi del corpo fisico.

La precisione più dura ed incisiva si ha con la cultura scientifica, con il metodo della logica della verifica e della matematica si stabilisce un ambito di percezione obbligatoria quasi assoluta, solo il pazzo o il disadattato ne esce.

L’aspetto culturale viene trasmesso principalmente attraverso il dialogo vocale o suono.

A scuola ho avuto un cieco dalla nascita, con lui i problemi comunicativi sono stati molto inferiori rispetto a quelli avuti con una ragazza con grossi problemi di udito. Non ho mai avuto un sordo totale come come alunno, in quel caso servono scuole specializzate. L’importanza della comunicazione verbale è comunque un po’ sottovalutata nel mondo attuale in cui l’immagine TV sembra predominare.

Quindi ribadisco che la voce, attraverso il suono, è la principale fautrice dell’instaurazione dell’organizzazione percettiva.

Se si potesse osservare la comunicazione “empatica” che si usa quando si comunica in astrale con i corpi sottili, si apprezzerebbe moltissimo la bellezza e l’efficacia che ha la comunicazione verbale sul piano fisico. Vivere la vita sul piano fisico è perciò incredibilmente utile da un punto di vista di perfezione comunicativa. In astrale se siamo in più persone a guardare una tazza di un liquido, uno ricorderà di aver visto una brocca di vino, l’altro una tazza di tè, un altro una bottiglia strana… insomma lì c’è un soggettivismo enorme.

Ora occorre fare un salto nel passato dell’evoluzione umana e capire che all’origine la realtà percepita dai primi uomini era poco accordata, la comunicazione verbale era embrionale, gli individui erano in una percezione soggettiva elevata, direi che vivevano più sul piano astrale che su quello materiale a livello di organizzazione della percezione.

Quindi la realtà accordata collettivamente era fluida le varianti interpretative future erano molte di più.

Questo fatto viene descritto nella 5° intervista di Neruda come densità differente.

Si sfrutta il simbolismo per cui se una realtà non è ben delineata essa appare come fluida, pertanto può essere paragonata all’aria, se aumenta la precisione della comunicazione verbale la sua densità aumenta e può essere paragonata all’acqua, infine ad un corpo solido… insomma parliamo di densità differenti in relazione all’accordo verbale.

Altri parlano di vibrazioni che cambiano ispirandosi al modello luce. L’importante è capire il senso del discorso.

Oggi l’umanità è in una fase indurita, quindi i miracoli e altre cose non possono esistere facilmente, in quanto escono dagli schemi imposti. Anche il sognare è visto come cosa inutile, addirittura il fantasticare, e certa creatività viene inibita.

C’è da chiedersi del perché l’umanità abbia scelto la strada dell’accordo in comune su una base logica, qual è stato il vantaggio dell’indurimento?

Per dire che oggi abbiamo miliardi di persone che percepiscono l’universo in modo simile, e si crea un universo oggettivo. Bello! Utile! Almeno dal momento che possiamo trasmettere ad altre persone concetti e strutture logiche molto lontane tra trasmittente e percipiente.
Abbiamo trovato le leggi che sono in comune a tutti, che ci credano o meno, abbiamo capacità di gestire i fenomeni, di fare previsioni esatte sul comportamento della materia, abbiamo domato la natura a nostro vantaggio portando la popolazione della Terra a livelli incredibili. Senza la cara scienza, senza la Fisica e la Matematica una gran parte della popolazione non potrebbe essere alimentata.

Tuttavia c’è un rovescio della medaglia.

Il rovescio della medaglia, o prezzo da pagare è che viviamo in un mondo coercitivo, che è una prigione rispetto alle potenzialità creative dell’essenza che sta dietro al corpo fisico.

Il problema diventa questo:
Se la nostra percezione coercitiva, derivante da un percorso logico analitico scientifico, stabilisce che non possiamo avere l’antigravità o superare la velocità della luce noi non potremo arrivare a farlo.

Altri esseri in altre concezioni magari avendo altre strutture percettive hanno macchine tipo UFO che scavalcano le nostre limitazioni. Quando operano in contesti lontani dalla nostra “realtà accordata collettivamente” risultano per noi invisibili, fuori accordo, presenti in dimensioni differenti.

Cosa fare allora?

Ebbene, acquisita l’utilità meravigliosa della grande comunicabilità tra noi, dobbiamo andare oltre questo traguardo, superare i paletti che ci siamo posti e insieme aprirci a nuove visioni.

È dura!!!

Dovremmo uccidere metaforicamente la mamma che ci ha reso intelligenti: la scienza.

Ci manca la comprensione che siamo UNO.

Ci manca la solidarietà, abbiamo dimenticato che esiste in noi anche il “cuore”.

Dovremo imparare a riscoprire e reintrodurre nella nostra visione pragmatica l’IO SONO & NOI SIAMO.

Camillo Urbani

WM-Intervista n.5 (by StazioneCeleste) by Jervé Lartiste

Bene, se avete superato la selezione della lettura della 5° intervista o vi sentite lettori lineari che preferiscono iniziare… dal principio, ecco tutte le interviste in ordine.

WINGMAKERS – LE 5 INTERVISTE AL DR. NERUDA

Fonte: http://www.iconicon.it/blog/2016/06/signore-signori/
   Invia l'articolo in formato PDF