Simbologia delle Tre Scimmie

tre scimmie sagge “L’uomo è ciò che mangia.”
Ludwig Feuerbach

di R. Cassaro
Traduzione di Anticorpi.info

Il reale significato della sacra icona delle Tre Scimmie Sagge (note anche come le Tre Scimmie Mistiche) è stato volutamente occultato da chi manipola il linguaggio e la cultura. La verità nascosta nel secolare proverbio: Non Guardare il Male, Non Udire il Male, Non Dire il Male è infatti in grado di alimentare la coscienza in modi inimmaginabili. In questo articolo riscopriremo l’autentico significato dell’icona, e vedremo perché qualcuno si sia tanto adoperato per nasconderlo.

Se siete convinti di conoscere il significato del simbolo delle Tre Scimmie Sagge, probabilmente dovrete ricredervi. Il Potere (cioè l’insieme di coloro che controllano la cultura ed i media) ci induce a pensare che si tratti di un’esortazione a farsi gli affari propri, cioè ignorare la cattiva condotta altrui anziché stigmatizzarla e denunciarla.

“I nomi delle tre scimmie sagge sono Mizaru (scimmia che non guarda il male), Kikazaru (scimmia che non ascolta il male) e Iwazaru (scimmia che non dice il male). A volte viene rappresentata una quarta scimmia con le mani incrociate: Shizaru, la quale simboleggia il principio del ‘non fare il male.’ Nei paesi occidentali l’originale significato prettamente filosofico è spesso travisato e mal interpretato.”
Wikipedia

In realtà il significato del simbolo non ha niente a che vedere con concetti quali l’omertà e l’opportunismo. L’autentico significato è stato occultato per un’ottima ragione: la verità è talmente potente, magica, efficace ed edificante da indurre il Potere ad adoperarsi affinché non si diffonda.

“Una notevole eccezione dello stile di vita frugale del Mahatma Gandhi fu una piccola statua delle tre scimmie, che portava sempre con se.”
Wikipedia

Mizaru, coprendosi gli occhi, non guarda il male.
Kikazaru, coprendosi le orecchie, non ascolta il male.
Iwazaru, coprendosi la bocca, non dice il male

Origini e Riferimenti.

“Questa icona si riscontra in una scultura risalente al 17° secolo che sovrasta una porta del famoso sacrario di Tosho-gu presso Nikkō, in Giappone. L’icona è stata riprodotta anche in alcuni pannelli scolpiti da Hidari Jingoro, il quale utilizzava le scimmie come allegoria per rappresentare il ciclo di vita dell’uomo. Il sacrario contiene otto pannelli incisi, e l’icona delle Tre Scimmie Sagge è inclusa nel secondo pannello.
La filosofia alla base dell’icona probabilmente proviene da una leggenda- tendai buddhista della Cina dell’8° secolo (periodo Nara).”
Wikipedia

Nella nostra società questa semplice saggezza è stata resa talmente inaccettabile che molti americani si fanno beffe del suo significato autentico. Tuttavia coloro che la denigrano dovrebbero prendere atto che oltre 2.500 anni fa essa dettava la condotta di elevate civiltà asiatiche come Cina, India e Giappone.

“Non guardare ciò che è contrario al decoro; non ascoltare ciò che è contrario al decoro; non dire ciò che è contrario al decoro; non fare ciò che è contrario al decoro.”
Confucio – 500 aC

Un altro esempio è quello del Nobile Sentiero del buddismo, il quale è una sorta di sistema di linee guida pratiche dettate dal Buddha in funzione dello sviluppo etico e mentale, e con l’obiettivo di liberare l’individuo dalla sofferenza e di condurlo infine alla comprensione della verità.

Giusta Comprensione
Giusti Pensieri
Giusti Discorsi
Giuste Azioni
Giuste Abitudini
Giusti Sforzi
Giusta Consapevolezza
Giusta Concentrazione

Nello Zoroastrismo (1200 aC), il motto Humata, Hukhta, Hvarshta esprimeva lo stesso principio delle Tre Scimmie Sagge: ‘buoni pensieri, buone parole, buone azioni.’

Di seguito, altre citazioni:

“Ai ragazzi giapponesi viene inculcato fin dall’infanzia un precetto speciale, cioè: non guardare il male: non ascoltare il male; non dire il male.”
Our Young People, St. Johns Institute For Deaf Mutes, 1910

“Non guardare il male, non ascoltare il male, non dire il male; ‘pensando il male si produce il male,’ sono proverbi universali del vecchio mondo.”
Léonard Stuart, The Cosmic Comedy, 1919

“… raccomando l’osservanza di un comandamento che esisteva da prima del Cristianesimo e dell’Ebraismo. Farai un patto con i tuoi sensi. Con il tuo occhio non vedrai alcun male. Con il tuo orecchio non udrai alcun male. Con la tua lingua non dirai alcun male. Con le tue mani non commetterai alcun male.”
Thomas Paine, Federal City, Lovett’s Hotel, 1802

Significato.
Si tratta di una filosofia mirabilmente semplice e pura. Voltare le spalle alla negatività distruttiva. Preservare i propri occhi da immagini ed impressioni distruttive per la propria crescita spirituale.

Questa filosofia, che un giorno fu adottata da Gandhi sotto forma di verità universale, paragona la mente ad un foglio bianco, la cui purezza resta tale solo se si rifiutino idee, visioni, suoni che conducano verso ‘l’ordine inferiore delle cose.’

Non Guardare il Male, Non Ascoltare il Male, Non Dire il Male.
Cosa significano – in sostanza – tali esortazioni?

Non Guardare il Male. Non Ascoltare il Male.
Prendiamo la prima esortazione: Non Guardare il Male. Prescrive di non guardare – letteralmente, e nemmeno per un istante – tutto ciò che è male, così da impedire che il male sia assorbito dal proprio sistema.

Perché no? Per lo stesso motivo per cui non si beve latte inacidito e non si mangia carne avariata. Perché è materia che se assimilata, fa ammalare. Quando guardiamo il male, noi lo assimiliamo, e così il male diventa parte di noi, fino a quando non riusciamo ad espellerlo.

Molti lettori penseranno che un’idea simile sia una sorta di bufala new age. In realtà dietro questa idea c’è un principio potente, profondo, e scientificamente provato. Innumerevoli studi nel corso degli anni hanno provato che la violenza rappresentata dai media (come televisione, cinema e videogiochi) induca a pensare ed agire più violentemente:

“Letteralmente migliaia di studi, ad iniziare dal 1950, hanno provato la diretta connessione tra l’esposizione alla violenza dei media ed i comportamenti violenti. Di tali migliaia di studi, solo 18 di essi hanno negato la connessione. L’evidenza dalla ricerca è schiacciante. Secondo l’AAP: ‘ampie prove scientifiche indicano che la violenza nei media possa contribuire all’insorgere di comportamenti aggressivi, desensibilizzazione verso la violenza, incubi e fobie.’ La visione di spettacoli violenti è stata anche collegata ad una diminuzione dell’empatia.”
Sito Web dell’Università Del Michigan

Guardare la violenza ci fa agire violentemente. Allo stesso modo ‘guardare il male’ fa si che lo si interiorizzi. E quando il male viene interiorizzato, si svilupperà la necessità di espellerlo, con conseguenze anche rovinose. Così, l’antica esortazione a ‘non guardare il male’ cerca di proteggerci dal male in primo luogo invitandoci a non esporci visivamente ad esso.

cogne

L’esortazione successiva: Non Ascoltare il Male, si basa sul medesimo principio. Quando prestiamo le nostre orecchie al male, esso diventa parte di noi. Il nostro corpo lo assorbe come una spugna. Anche in questo caso è come ingerire cibo avariato; il corpo non può metabolizzarlo, e ha bisogno di espellerlo.

death rock

Non Dire il Male.
Questa esortazione è diversa dalle prime due. Guardare ed ascoltare sono azioni che corrispondono a due dei nostri cinque sensi (insieme a toccare, assaggiare ed annusare). Ma parlare non corrisponde ad un senso. Guardare ed ascoltare implicano che qualcosa entri a far parte del nostro sistema, mentre parlare implica che qualcosa esca dal nostro sistema.

Dicendo il male, si inquina se stessi. L’esortazione può anche essere interpretata come il naturale risultato della somma delle precedenti. In altre parole, se si evita di esporsi al male, si sarà naturalmente portati a non dire il male, perché si sarà puri. E’ la formula: 1 + 1 = 2.

Il Lavoro del Potere.
Quanti si sono chiesti come mai i mass media tendano a rovesciarci addosso una così enorme quantità di male? Perché siamo letteralmente bombardati dalla violenza e la paura? Perché siamo praticamente costretti ad assorbire una dose quotidiana di idee ed immagini equiparabili a carne o formaggio avariati?

I film di Hollywood sono sempre più perversi e sinistri. I videogiochi sono sempre più violenti, sanguinosi, cruenti. Le stazioni televisive trasmettono programmi dall’aspetto grafico sempre più decadente o volgare. L’industria musicale, posseduta e gestita dal Potere, promuove spesso la violenza. A tutto ciò bisogna aggiungere il profluvio di veleno a cui siamo forzatamente esposti attraverso le cattive notizie diffuse dai notiziari. Ogni giorno ci vengono propinate storie di cronaca nera, violenza, terrorismo, corruzione, guerra.

Tutti i notiziari fanno stare male coloro i quali ancora li guardano. E’ un continuo bombardamento di negatività. Come vi fa sentire? Tristi, spaventati, nervosi, arrabbiati, depressi, e così via. Giusto?

E se vi dicessi che in realtà tutto questo male viene riversato sullo spettatore … di proposito?

Obiettivi primari del Potere sono infatti la destabilizzazione della società ed il de-potenziamento delle persone comuni. In tal senso, si sono anche adoperati per occultare l’antica saggezza del motto Non Guardare il Male, Non Ascoltare il Male, Non Dire il Male privandoci così di un efficace strumento di auto-difesa.

Come molti altri simboli e proverbi di grande saggezza, l’antico insegnamento è stato sottilmente capovolto, ed oggi viene utilizzato come un’arma culturale contro di noi.

La quotidiana forzata somministrazione di male a cui siamo sottoposti è molto più dannosa di quanto possiamo immaginare. Produce in noi un effetto molto peggiore di quanto riusciamo a comprendere. Genera una sorta di cancro nelle nostre menti. E dal momento che non ci rendiamo conto del danno che sta producendo, non riusciamo ad espellerlo consapevolmente. Ma la cosa peggiore, è che chi sottopone se stesso a questa quotidiana somministrazione di male, è convinto che sia una cosa normale, essendo nato e cresciuto in questa società, in questo sistema. Pochi si rendono conto che tutto ciò è stato allestito appositamente per destabilizzarci mentalmente e fisicamente; mantenere le masse in un cronico stato di malessere, frustrazione, disperazione, paura e sottomissione, il tutto a vantaggio di chi ci domina.

Opporsi agli Usurpatori.
Cosa possiamo fare per combattere questo sistema?
Spegnere la televisione! Smettere di sostenere Hollywood! Smettere di comprare biglietti per il cinema! Non comprare riviste. Giornali. Smettere di guardare i notiziari. Spargere la voce. Mettere in guardia – soprattutto i giovani – che il sistema è finto, il gioco è truccato.

Prendere atto che esistono molti modi positivi per espellere il male assorbito. Esercizio (fisico e mentale), meditazione, scrittura, lettura, canto. Anche il sesso. Nell’antichità, uno degli scopi dei Giochi Olimpici fu quello di convogliare la rabbia, la violenza repressa ed il reciproco senso di ostilità covato da un vasto insieme di regni e città-stato, espellendoli in maniera gioiosa e positiva.

Il male nel mondo esiste. Non è una finzione. Attentati, omicidi, leggi liberticide, povertà. Ma è fondamentale rammentare sempre che il male e la paura accadono là fuori, e non in noi. Tutte le cose negative che accadono là fuori si pongono fuori dal nostro controllo nella stessa misura in cui invece dovrebbe restare sotto il nostro controllo ciò che accade in noi. Il controllo della nostra interiorità inizia con il controllo delle nostre emozioni di fronte agli eventi esterni.

Non appena si percepisce la paura, occorre riconoscerla come un pensiero e consapevolmente interrogarsi sulle sue cause. Scaturisce da un pericolo immediato? In caso negativo, si tratta di un’illusione, e deve essere eliminata. Il più delle volte temiamo cose immaginarie, pericolose solo in potenza. Cose che potrebbero accadere in futuro, ma che in realtà non esistono. Questo tipo di ragionamento è depotenziante, e potrebbe perfino attrarre le situazioni che si temono.

Conclusione.
L’antico e autentico significato delle Tre Scimmie Sagge è stato volutamente manipolato ed occultato dagli usurpatori occidentali, dopo che illuminò millenni di civiltà orientali, ed oggi questa icona è diventata sinonimo di qualcosa di totalmente diverso dalla sua reale natura.

Volete un consiglio? Stampate una clip del simbolo delle Tre Scimmie Sagge, e tenetelo in bella mostra nel soggiorno o nella vostra auto. Portate con voi un’icona delle Tre Scimmie Sagge, proprio come un tempo fece Gandhi. Il male si perpetua come un cancro. Tagliatelo fuori, ed ucciderete il cancro.

Articolo in lingua inglese, pubblicato sul sito di Richard Cassaro
Link diretto:
http://www.richardcassaro.com/the-secret-occult-meaning-of-the-three-wise-monkeys-hidden-by-the-elite-2/

Traduzione a cura di Anticorpi.info

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da: http://www.anticorpi.info/2016/09/simbologia-delle-tre-scimmie.html
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10 Risposte a “Simbologia delle Tre Scimmie”

  1. cit.”Il male nel mondo esiste.” , infatti e non riesco a capire come facciano alcuni ad affermare che non esiste, esiste eccome, alcuni affermano che fa parte di un progetto divino, e qua lo potrei anche al limite concepire, anche se non ne capisco lo scopo, secondo me é un errore di qualcosa, qualcosa che non é andato per il verso giusto in questo Universo.

    Ottimo articolo e ottimi suggerimenti.

  2. Concordo sul fatto che il male esiste, così come esiste l’illusione, che vengono vissuti come reali da chi ne è immerso ed anche i sogni sono reali, ma tutto dura poco, hanno un inizio ed una fine; pertanto in confronto alla realtà di Amore che è eterna, sono da considerare illusione ed è da questo punto di vista che si può dire che non esiste, ma nella realtà esistono entrambi in quanto energie Divine.
    Se ci si trova in un luogo buio e si desidera vedere dove si sta andando, ecco che conviene accendere una luce, che in questo caso è l’Amore che in mancanza di Esso, si manifesta quella situazione definita male, ma che altro non è se non una spinta verso la Luce che solitamente riceve chi è pigro e non riesce a decidere da solo.
    Questo è il mio personale punto di vista.
    Un Caro Saluto.

  3. Son Silvia, salve a tutti, è probabile come voi asserite che il male esista, sta a noi scegliere se cedere oppure no. Riguardo il piano divino manifesto anche io qualche perplessità e ipotizzo spesso da sola ed in compagnia, che qualcosa deve essere andoto storto a livello globale. Forse il male fa parte del tutto e lo aiuta a rafforzarlo? Una ipotesi, astrusa, ma a volte la nostra anima innorrida dal male ha bisogno di cercare risposte. La ricerca delle verità presuppone, mio modesto avviso, una continua rimessa in discussione ed una continuo domandarsi. A volte penso che avesse ragione un filosofo inglese: il male avanza nella misura in cui chi ama sta fermo. Amare ritengo sia già una azione… Buon prosieguo del viaggio al caro Renzo ed ai suoi ospiti.

  4. Tutto appartiene al Divino Originale, l’essere ed il non essere, il buio e la luce, il male ed il bene; esistono entrambi, solo che a volte sono manifestati ed altre no, a seconda se L’Amore, la Luce, sono accesi.
    Qualcuno in un blog, ha affermato che il “male” ci ama più del bene, com’è possibile ciò?.
    L’esempio di un Padre o Madre che “punisce” il Figlio per il Suo Beneficio, è un esempio di male che ama, sta poi al Figlio vederne il male od il Beneficio, mi spiego?, da questo punto di vista il male non esiste, ma solo un Amore sotto altra forma.
    Che poi vi siano esseri votati al male, diventa un discorso molto più ampio; perché costoro possono fare ciò che fanno?, dal mio punto di vista è una concessione Divina che permette loro di realizzare il loro scopi, ma al contempo serve per risvegliare chi è pronto, pertanto rendono pure loro un servizio, anche se inconsapevolmente e non intenzionalmente ed in tal modo, si va avanti, chi attraverso la “sofferenza” e chi attraverso la “sconfitta” finale.
    Si riesce a vederne il piano perfetto?.
    Certo è molto difficile capirne le sottiliezze, in assenza di uno studio come potrebbe essere ad es.: la Bhagavad Gita, ascoltando realizzazioni di altri, ascoltando il Se Superiore, che a detta di molti contiene tutto; ma fintanto che abbiamo difficoltà a distiguere ciò che viene dalla mente da ciò che viene dal Se Superiore, si rischia di cadere in errori di comprensione con relativa perdita di tempo ed altro.
    Molti sono pronti a dire che non c’è bisogno di una guida Spirituale, ma se vai in salita e le gambe sono stanche, credo proprio che un piccolo motore aiuterebbe ad arrivare a destinazione.
    Ad ognuno quindi la propria scelta che porta con se i suoi risultati.
    Un caro saluto a Tutte/i.

  5. Quando parlo del male mi riferisco ad episodi estremi, potrei fare tanti esempi, come le guerre, ma ora me ne viene alla mente uno abbastanza recente, Giulio Regeni quel ragazzo che é stato torturato in Egitto e che é stato così massacrato da lasciargli intatto il solo naso.

    Ecco, io mi immagino oltre alle sofferenze del ragazzo anche le sofferenze dei genitori al sapere la fine che ha fatto il figlio e poi mi domando come si può giungere a tali episodi, non riesco proprio a vedere tali episodi come Amore sotto altra forma. ma solo sadismo, se poi guardiamo al passato le torture erano anche peggiori, i film di Dario Argento sono acqua di rose al confronto, non mi sembra che torturare sia una forma rieducativa.

    1. Cara Laurama, comprendo cosa intendi, ma c’è da fare una distinzione a mio avviso e cioè quando la Madre od il Padre danno un ceffone od altre forme di correzione al Figlio, purché fatte con Cuore per un giusto fine, quel gesto non lo si può paragonare al male come nel Tuo esempio, compiuto da chi è votato al male.
      Nel primo caso, l’atteggiamento può cambiare velocemente, nel secondo invece potrebbero passare anche molte incarnazioni, ragion per cui alla fine diventa bene per coloro che fanno il male, perché lo hanno sperimentato, nel farlo e nel riceverlo in forma di Karma, i conti tornano.
      Certo che da una visione limitata ai classici 100 anni di vita, i conti non tornano, ma da un punto di vista esteso tornano; questo non significa rimanere inerti perché c’è il Karma, bensì attivarsi per sanare le coscienze, che in tal caso il Karma può anche farsi da parte.
      Il futuro, le profezie, i sogni premonitori ecc., sono da vedere come una molto probabile possibilità se non cambiamo paradigma, ma se subentra una sana evoluzione di coscienza, quelle profezie o Karma si sciolgono come neve “di una volta” al Sole.
      Così la vedo io.
      Un Caro saluto

  6. Nel concetto di Karma c’é qualcosa che non mi torna, perché le persone non si ricordano le vite precedenti, e di conseguenza sono indifese davanti agli eventi della vita, se quel ragazzo si fosse ricordato o avesse avuto una premonizione, forse non sarebbe andato in Egitto, potrebbe non entrarci niente nemmeno il Karma in quella vicenda, potrebbe essere che il ragazzo aveva una vibrazione che ha attirato l’evento, d’altra parte dicono che i voladores svolazzano in cerca di prede per alimentarsi altrimenti si dissolverebbero.

    Quindi come dici anche tu sotto altra forma è necessario sensibilizzare le nostre percezioni per capire quando una scelta potrebbe essere pericolosa e cercare di pulire l’etere da quelle energie negative che stanno in agguato per cercare di riprodursi/scatenarsi, quando trovano l’humus adatto, canalizzandosi attraverso persone votate al male.

    1. Conosco un Essere evoluto che saprebbe sicuramente dare una visione chiara di Karma, si tratta di cosa molto complessa che diventa facile solo da un un punto vista Spirituale evoluto.
      Espongo comunque una mia visione: legge di causa ed effetto, penso che tutti o quasi siano d’accordo; ciò che va scartato in partenza è l’idea di un Dio che si vendica, questa è caratteristica umana; c’è chi dice che scegliamo Noi le esperienze prima della incarnazione ed è accettabile; che poi un evento derivi da Karma o che sia una prima volta, è alquanto difficile da riconoscere senza una ispirazione od un sentire Divino che tutto chiarisce.
      Resta in ogni caso il fatto che qualcosa da correggere c’è ed è la Coscienza a partire da individuale.
      Le regole universali sono di Amore (l’Amor che move il Sol e l’altre Stelle),
      pertanto il Karma non è da vedere come qualcosa che deve necessariamente succedere o peggio ancora una punizione, bensì un modo Divinamente amorevole inteso alla correzione e quanto più si è avanzati tanto più agisce nell’immediato al punto da riconoscerlo subito, ben diverso da chi è lontano da Se stesso; ma ora le cose stanno cambiando ed anche chi non è centrato potrà vedere sempre più da vicino i risultati di scelte erronee, fino al punto in cui non si riuscirà più ad attuarle, ma per questo serve altro tempo ancora.
      Aggiungo che il Karma non è obbligazione, che ne sarebbe della Nostra libertà?, nessuno potrebbe agire diversamente e Dio sarebbe un despota, mi spiego?; se Noi agiamo con serio intento a risolvere i Nostri conflitti, quasi sempre inconsci, la lezione proveniente da Karma, non ha più motivo d’essere.
      Anche la malattia sta ad indicare che qualcosa non và all’interno, come il Karma, ma se agiamo per la soluzione, Karma e malattie non sono più di alcuna utilità.
      Cos’è quindi il Karma se non una utilità?, tutto spinge ed attira verso l’Amore.
      Ricordo una frase detta da una mia Figlia ad un Fratello: se non sarai Tu a decidere spontaneamente una scelta, sarà la vita stessa ad “importela” o proportela.
      Mi auguro aver soddisfatto la Tua curiosità, ho fatto comunque del mio meglio.
      Ti auguro un buon proseguimento nella Vita.
      Renzo

  7. Ti ringrazio per gli auguri, ma purtroppo non riesco a concepire che utilità possa avere la tortura che ho portato come esempio, anche in una visione più ampia, di più vite c’é qualcosa che non mi torna, proprio non riesco a concepirne lo scopo se non saziare un’energia sadica che per qualche motivo per ora almeno per me sconosciuto che si trova sul pianeta.

    A maggior comprensione di quello che intendo visto che non possiedo una grande proprietà di linguaggio, riporto un breve estratto da un libro di Vadim Zeland – Lo spazio delle varianti –

    “Di quale colpa si sono macchiati i meno fortunati? [vedi esempio tortura] L’individuo deprivato si sente offeso, se non addirittura indignato, e cerca per se stesso un motivo che giustifichi un tale stato di cose. E allora si fanno strada le varie dottrine, tipo quella del “Karma” per i peccati accumulati nelle vite precedenti. Come se il Signore Iddio non avesse altro da fare che educare i suoi figli negligenti e, nonostante la Sua onnipotenza, incontrasse difficoltà nel processo educativo. Così, il luogo di punire per i peccati commessi in vita, Egli per qualche motivo rimanda la nemesi a dopo, anche se non si capisce che senso abbia punire una persona per un fatto di cui non ha memoria.”

    Ti ringrazio comunque per la spiegazione, ci rifletterò su.

    Un caro saluto.

    1. Cara Laurama, è molto difficile con parole tipiche di 3D poter spiegare ciò che succede a livelli più sottili; potrei dirti che chi fa il male ha bisogno di continuare fino in fondo, dove troverà la delusione che non era quella la via per essere felice, ma che finché non arriva a quella situazione non riesce a comprenderlo ed ecco perché ci sono esseri che appaiono come votati al male, devono purtroppo toccare fondo, non è forse questo che succede anche ad altri livelli meno malvagi?.
      Un esempio di ciò lo si può vedere benissimo da ciò che succede nel mondo, sia per coloro che votati al male fanno ciò che fanno, sia per la concessione da parte di coloro che non agiscono in modo serio per il bene, ecco che succede il caos ed è proprio da quel caos che la gente si risveglia e cerca qualcosa di superiore, non è forse questo che sta succedendo?.
      Un Caro saluto.
      Renzo

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