Spiritualità e Religione: alcune differenze sostanziali

del Dr. Francesco Ferrini

Spesso i termini Spiritualità e Religione vengono trattati come sinonimi, ma ciò è alquanto impreciso, dato che anche molti non credenti, atei e agnostici, rivendicano una propria dimensione spirituale.

Spesso i termini Spiritualità e Religione vengono trattati come sinonimi, ma ciò è alquanto impreciso, dato che anche molti non credenti, atei e agnostici, rivendicano una propria dimensione spirituale. La Spiritualità infatti indica tutto ciò che ha a che fare con lo Spirito, nell’assunto che oltre alla Materia tangibile esista un livello spirituale di esistenza, dal quale la Materia trae vita, intelligenza o almeno lo Scopo di esistere. La vera Spiritualità riguarda la ricerca dell’Assoluto o di Dio, ma la differenza fondamentale sta nel fatto che, mentre la Religione indica un tipo di ricerca esteriore, formale (dal lat. Religio, derivante sec. Cicerone da relegare “prestare attenzione, rileggere“ o sec. Lucrezio da religare “unire insieme, vincolare gli uomini a certe pratiche”), e quindi indica il culto che si deve agli dei, per Spiritualità si intende la ricerca di Dio all’interno di Sé. Questo comporta che la spiritualità assuma, rispetto alla religione, un carattere più personale e meno dogmatico, più aperto alla sperimentazione e basato sull’esperienza personale.

La Spiritualità infatti indica tutto ciò che ha a che fare con lo Spirito, nell’assunto che oltre alla Materia tangibile esista un livello spirituale di esistenza, dal quale la Materia trae vita, intelligenza o almeno lo Scopo di esistere.

Nella Spiritualità si può arrivare ad includere la fede in poteri soprannaturali, come nella Religione, ma l’attribuzione di spiritualità a una persona non implica necessariamente che quella persona pratichi una religione o creda in linea di massima all’esistenza dello Spirito. In questo caso, la Spiritualità è vista piuttosto come un “modo d’essere”, che evidenzi scarso attaccamento alla materialità, ma in tal senso ha un significato riduttivo.

La vera Spiritualità riguarda la ricerca dell’Assoluto o di Dio, ma la differenza fondamentale sta nel fatto che, mentre la Religione indica un tipo di ricerca esteriore, formale (dal lat. Religio, derivante sec. Cicerone da relegare “prestare attenzione, rileggere” o sec. Lucrezio da religare “unire insieme, vincolare gli uomini a certe pratiche”), e quindi indica il culto che si deve agli dei, per Spiritualità si intende la ricerca di Dio all’interno di Sé. Questo comporta che la spiritualità assuma, rispetto alla religione, un carattere più personale e meno dogmatico, più aperto alla sperimentazione e basato sull’esperienza personale.

Libri e varie…
SPIRITUALITà OLISTICA
L'alba di un nuovo risveglio
di Mario Thanavaro

Da dove veniamo? Chi siamo? Come viviamo? Dove andiamo? Queste sono domande chiave per una visione profonda dell'intima natura della realtà e del­la vita stessa. E' intenzione dell'autore parlare del sogno e del viaggio dell'es­sere umano, ma anche della realtà che lo circonda affinché s'impegni nello sviluppare una modalità di lettura che gli permetta non solo di accedere a un mondo migliore ma anche alla "suprema illuminazione". Le riflessioni che emergono sono il racconto di un viaggio che attraverso milioni e milioni di anni vede la natura svelare i suoi nu­merosi segreti. 
 Negli interrogativi odierni sul nostro cammino terreno la separazione tra le varie branche della religione e della scienza ci limitano, alimentando il senso di separatezza e infelicità. Ristabilendo un armonico equilibrio fra apparenza esterna e sguardo interiore, evitando gli estremi del materialismo e dell'introversione intellettuale/religiosa possiamo però realizzare quello stato d'illuminazione, ove i due mondi di apparenze fisiche e psichiche si incontrano. 
 L'illuminazione e la gioia sono raggiungibili anche oggi tramite il ristabilirsi di un equilibrio armonico fra apparenze esterne e sguardo interiore. 
 Una visione olistica e unitaria di base ci può condurre a uno stato di gioia nel quale si arriva a comprendere che esistiamo grazie all'interdipendenza di ogni cosa, e che è possibile vivere completi, membri di un'unica famiglia e realtà.
 Un libro per gli appassionati di spiritualità e cultura orientale....
NEUROPSICOLOGIA DELL'ESPERIENZA RELIGIOSA
di Franco Fabbro

Un libro straordinario su ciò che avviene al nostro organismo durante le esperienze mistiche, che ha il pregio unico di presentare, in modo comprensibile a tutti, dati aggiornati alle più recenti ricerche scientifiche.
 Nell'ambito della neuropsicologia, che indaga i fenomeni psichici dell'uomo al livello del sistema nervoso, l'autore concentra la sua attenzione sui fenomeni di estasi e beatitudine su cui si imperniano le tradizioni spirituali.
 Illustra le tecniche mistiche di numerose religioni antiche e attuali evidenziando in esse il frequente uso di alimenti sacri per indurre la trance, ma anche i complessi rapporti fra malattia, guarigione e spiritualità....
HO-OPONOPONO OCCIDENTALE  - LIBRO
Percependo la perfezione miglioro la realtà - SCUSA, GRAZIE, TI AMO Un viaggio senza destinazione
di Giovanna Garbuio

Ho-oponopono occidentale è un viaggio con un'unica destinazione, un viaggio verso il tuo più naturale Essere. Derivato dalla cultura hawaiana, Ho-oponopono è un modo di vivere in continua evoluzione e ti permette di vivere consapevolmente la vita perfetta che ti spetta.
 La visione occidentale di questa filosofia, nel completo rispetto delle sue origini nato da un profondo studio e un'assidua sperimentazione, va a fondo dei perché e ricava ulteriori come che rendono l'Ho-oponopono un modo di essere davvero miracoloso.
 In queste pagine c'è dunque tutto quello che nessuno ha ancora detto sull'Ho-oponopono e i veri motivi delle sue qualità fondamentali: semplicità, immediatezza ed efficacia estreme.
 "Non è necessario che tu cambi niente di te stesso, 
non devi diventare qualcuno di diverso da quello che sei
 e, soprattutto non è necessario che tu impari nulla di più di quello che già sai"
Giovanna Garbuio
 Presentazione del libro Ho-oponopono Occidentale è un'idea, un'evoluzione, un approccio differente che mettiamo in atto anche senza rendercene conto, semplicemente essendo Chi Siamo. E' un'ulteriore evoluzione di Ho-oponopono, consapevole della diversità della modalità di pulizia a queste latitudini. 
 E' qualcosa che accade in modo naturale solo accettando le nostre radici di esseri integri nel nostro spazio/tempo senza bisogno di maestri. 
 Un approccio libero e creativo che come ogni cosa spesso è "di non facile applicazione", per lo meno per quei "cittadini occidentali" che hanno dimenticato e sovrastrutturato molte verità.
  Il senso è quello di un'ulteriore semplificazione del processo di pulizia attraverso il nostro, di tutti noi, cuore occidentale allineandoci a sistemi più intuitivi e personalizzati invece che, in un certo senso, ancorarci a delle regole prestabilite da altri che non siamo noi (questo vale per tutti gli esseri pronti all'autonomia in allineamento con la propria Reale Identità)
 Giovanna Garbuio...
L'INGANNO DELLA CROCE - LIBRO
Come la Chiesa Cattolica ha inventato se stessa attraverso menzogne, artifizi e falsi documenti - Prefazione di Mauro Biglino
di Laura Fezia

Questo libro non ha lo scopo di stabilire la verità o non verità storica dell’uomo crocifisso sul Golgota, ma di analizzare tutto ciò che intorno a quella eventuale figura è stato costruito a sua insaputa.
 La Chiesa “santa, cattolica, apostolica, romana”, a partire da Paolo di Tarso ha inventato se stessa un passo dopo l’altro attraverso geniali trovate, falsi documenti, spudorate menzogne, sfruttando la fragilità e la credulità popolare per puri scopi di potere travestiti da aneliti spirituali.
 Forte di una tradizione fondata sull’inganno, l’istituzione pretende di controllare ancora oggi larga parte della popolazione mondiale e di dissanguare l’Italia gravando pesantemente sul bilancio dello Stato.
 Questo libro non ha intenzione di demolire la fede, che va vissuta a seconda del livello di coscienza personale, ma di spezzare il perverso binomio che la lega indissolubilmente a una holding criminale.
 «La Chiesa non si può mandare avanti con le Avemarie!»
 Mons. Paul Marcinkus
 Punti chiave 
 - La truffa inizia con Paolo di Tarso e continua con i vangeli per inaugurare un piano strategico alternativo all'ormai fallimentare attesa messianica.
 - La geniale invenzione della risurrezione e del peccato originale, il “caso Barabba” e la spudorata riconversione di leggende proprie di precedenti, ben più antiche tradizioni.
 - Da Costantino, a Teodosio, a innumerevoli altri personaggi: la fabbrica dei falsi e delle menzogne sui quali la Chiesa campa ancora oggi, con la stessa arroganza dei tempi di Bonifacio VIII.
 - Dogmi, concili, bolle, encicliche e devozioni costruite a tavolino, tra feticismo e superstizione: i subdoli strumenti del controllo sulle coscienze.
 - Ma se invece tutta la storia fosse davvero iniziata in una casa di Nazareth, dove una fanciulla, un bel giorno, ricevette la visita di un misterioso Gabriel?
  Prefazione di Mauro Biglino...
IL CRISTIANESIMO: UN'INVENZIONE DI "SAN" PAOLO - LIBRO
Una storia di violenze, reinterpretazioni, mistificazioni e inganni
di Francesco Esposito

Il movimento cristiano primitivo fonda le sue radici storiche in un periodo tumultuoso e violento. Il popolo ebraico si ritrova ad affrontare la dura realtà dell'epoca: da una parte il giogo romano sempre più duro; mentre dall'altra gli animi degli ebrei più delusi, e riuniti in movimenti settari il cui scopo è difendere la propria identità ebraica e la libertà della terra di Israele. Ed è in questo contesto poco equilibrato che spicca la figura di Gesù di Nazareth.
 Senza voler mettere in discussione la fede dei singoli, i testi più antichi dimostrano un'esistenza profondamente terrena e umana di Gesù, Paolo o Pietro, figure molto diverse da quella che è la versione ufficiale della religione.
 Ricostruendo parte della sua predicazione pubblica dai testi più antichi, si può notare come per Gesù sia inevitabile lo scontro durissimo con la disastrosa situazione politica e sociale del suo tempo. Con la sua scomparsa i discepoli in fuga iniziano a rielaborare il suo messaggio tentando di conciliarlo con l'evento tragico della crocifissione. 
 Tale comunità tanto disomogenea trova però in Giacomo il Giusto, il fratello di Gesù, il nuovo leader carismatico, la cui personalità è riconosciuta persino dai suoi oppositori più feroci, fra cui un ex-fariseo ebreo conosciuto come Saulo (Paolo di Tarso). Questi, da violento persecutore della nascente comunità, si auto-proclama suo migliore portavoce mostrandosi, nelle lettere scritte di suo pugno, con un forte carattere individualista, a tratti megalomane, e con un chiaro "arrivismo apostolico", che sfocia in una rielaborazione della tradizione mosaica in funzione della sua personalissima dottrina del "Cristo Risorto".
 Quali erano le intenzioni di Paolo? Poteva fregiarsi del titolo di Apostolo pur non avendo mai conosciuto Gesù? E soprattutto, la dottrina insegnata da Paolo aveva una continuità storica con la dottrina professata dal Gesù storico?
 Queste e molte altre domande che non daranno una risposta certa e definitiva, ma che insinueranno il dubbio, che stuzzicheranno la curiosità del lettore attento e che porteranno all'avvio di un personale percorso di conoscenza che va oltre la verità ufficiale.
 Questo libro vuole essere l'inizio di un percorso, che parte dai primi documenti cristiani storicamente riconosciuti: le lettere di Paolo di Tarso, antecedenti ai Vangeli e ad ogni altro documento che compone il canone del Nuovo Testamento. Sarà opportuno capire come il movimento cristiano si sia formato, perché, in quale contesto storico, sociale e politico.
 Prefazione di Mauro Biglino
 Un libro come questo fornisce elementi di riflessione, è uno strumento per le menti aperte.
Mauro Biglino...

Parlando di ricerca spirituale, un’altra caratteristica tipica della Spiritualità rispetto alla Religione, è la consapevolezza che possano esistere diversi percorsi spirituali, e che pertanto non esista alcuna verità oggettiva o assoluta in base alla quale decidere quale percorso sia meglio seguire. Poiché ogni persona è diversa dalle altre, la scelta è spesso lasciata all’individuo, alla sua sensibilità e discernimento.

Da questo punto di vista, Spiritualità e Religione non sono due concetti contrapposti che si escludono l’un l’altro, ma possono essere visti semplicemente come due tappe nella crescita interiore di ogni fedele o “aspirante spirituale”. Il rapporto fra Spiritualità e Religione è paragonabile al rapporto fra Contenuto e Contenitore, fra Sostanza e Forma, fra Teoria e Pratica.

La ricerca spirituale è un processo che si realizza in due fasi: la prima è relativa alla crescita interiore, la seconda alla manifestazione di questo risultato nell’esperienza di vita quotidiana. Vi è però una differenza sostanziale nel metodo di ricerca spirituale in Occidente e Oriente, che sta alla base delle discrepanze fra le principali religioni nei due mondi, le prime più dogmatiche e intransigenti, le seconde più tolleranti e non violente. L’Occidente ha fondato la propria ricerca filosofico-religiosa su un paradigma dualistico e oppositivo, iniziato con gli Atomisti greci, che tracciarono una netta linea di separazione tra Spirito e Materia, successivamente sistematizzata ed organizzata da Aristotele, per il quale i problemi riguardanti l’Anima Umana e la Contemplazione della perfezione di Dio erano molto più importanti dell’indagine e dello studio del mondo materiale.
La ricerca spirituale è un processo che si realizza in due fasi: la prima è relativa alla crescita interiore, la seconda alla manifestazione di questo risultato nell’esperienza di vita quotidiana. Vi è però una differenza sostanziale nel metodo di ricerca spirituale in Occidente e Oriente, che sta alla base delle discrepanze fra le principali religioni nei due mondi, le prime più dogmatiche e intransigenti, le seconde più tolleranti e non violente.

L’Occidente ha fondato la propria ricerca filosofico-religiosa su un paradigma dualistico e oppositivo, iniziato con gli Atomisti greci, che tracciarono una netta linea di separazione tra Spirito e Materia, successivamente sistematizzata ed organizzata da Aristotele, per il quale i problemi riguardanti l’Anima Umana e la Contemplazione della perfezione di Dio, erano molto più importanti dell’indagine e dello studio del mondo materiale.

Questa rottura ha fatto sorgere dolorose scissioni e devastanti conflitti fra Mente e Corpo, Natura e Cultura, Individuo e Società, Razionalità ed Irrazionalità, mentre su un piano pratico ha portato l’Occidente ad esplorare la Polarità della Materia e le sue leggi, a elaborare uno Sviluppo Tecnologico sempre più accelerato e fine a se stesso, con il risultato di creare alienazione individuale, sfruttamento economico, ingiustizia sociale e devastazione ambientale.

La Spiritualità Orientale invece non è dualista ma monista e organicista. Per il mistico orientale, tutte le cose e tutti gli eventi percepiti dai sensi sono interconnessi, collegati tra loro, e sono soltanto differenti aspetti o manifestazioni della stessa realtà ultima. La nostra tendenza a dividere il mondo percepito in cose singole e distinte e a sentire noi stessi come unità separate in questo mondo, è da considerare un’illusione, che deriva dalla propensione della nostra Mente a misurare ed a classificare.

La Spiritualità Orientale non è dualista ma monista e organicista. Per il mistico orientale, tutte le cose e tutti gli eventi percepiti dai sensi sono interconnessi, collegati tra loro, e sono soltanto differenti aspetti o manifestazioni della stessa realtà ultima. La nostra tendenza a dividere il mondo percepito in cose singole e distinte ed a sentire noi stessi come unità separate in questo mondo, è da considerare un’Illusione, che deriva dalla propensione della nostra Mente a misurare ed a classificare. La Spiritualità Orientale insegna quindi che Mente e Corpo, Natura e Cultura, Eternità e Storia, Umanità e Divinità costituiscono un Uno, un grande Tutto, dove i conflitti, quelle contraddizioni che per l’Occidente paiono insuperabili, possono invece ricomporsi in una superiore armonia cosmica: non c’è divisione tra Coscienza Individuale e Coscienza Cosmica.
La Spiritualità Orientale insegna quindi che Mente e Corpo, Natura e Cultura, Eternità e Storia, Umanità e Divinità costituiscono un Uno, un grande Tutto, dove i conflitti, quelle contraddizioni che per l’Occidente paiono insuperabili, possono invece ricomporsi in una superiore armonia cosmica: non c’è divisione tra Coscienza Individuale e Coscienza Cosmica.

Tutte le grandi religioni orientali tendono all’esperienza dell’Unità con il Tutto, che viene spesso raffigurato con un Cerchio o una Sfera, e che si realizza attraverso gli stati di meditazione profonda: Yoga, Tao, Dharma, Nirvana sono modi diversi per indicare uno Stato di Realizzazione non-duale.

Ricordiamo che il Cerchio è una figura geometrica, dove non c’è un inizio ed una fine, simbolo dell’Eterno, l’Uno, Dio: quando il Cerchio, (l’Eterno) viene diviso da una linea verticale (il Tempo), si spezza in due e si formano due semicerchi (la Semiluna, simbolo dell’Islam), che rappresenta la dualità dell’Anima, la parte invisibile della materia secondo Aristotele, con la sua parte chiara, buona e quella scura, malvagia (il Due). Quando a questa poi si aggiunge una linea orizzontale, lo spazio, il Cerchio viene diviso in quattro parti (la Croce, simbolo del Cristianesimo), con i quattro elementi base costitutivi della Materia: Fuoco, Terra, Aria, Acqua, a cui si richiama il simbolismo Astrologico (sec. Young: Fuoco = Immagine,Intuizione; Terra = Sensazioni; Aria = Suono, Parola, Pensiero; Acqua = Emozioni), in parole povere la dimensione spazio-temporale in cui viviamo.

Dopo questo piccolo inciso, che meriterebbe ulteriori approfondimenti (a me personalmente piacerebbe approfondire il tema Fisica Quantistica quale Scienza e la connessione metafisica con Dio), esaminiamo ulteriormente le differenze fra i due modi di concepire la spiritualità.

“Chi sono Io? Perché c’è la sofferenza? Qual è il senso ultimo della Vita e della Morte?” Anche le risposte a tali problemi esistenziali differiscono profondamente tra le religioni abramitiche (Ebraismo, Cristianesimo, Islam) e le principali religioni orientali (Induismo, Buddismo, Taoismo).

Agli occhi dei credenti le grandi Religioni Monoteistiche centrano il loro messaggio sul Senso di Colpa e sul Peccato. Propongono una vita religiosa secondo obblighi e precetti, che impongono la mortificazione del corpo, la repressione dei desideri e della sessualità, la sottomissione dell’Anima a Dio. Non li aiutano ad esprimere i loro desideri e a liberare le loro potenzialità, ma gli dicono che devono fare Penitenza per i loro peccati. Pretendono anche una “Fede cieca”, chiedendo di credere in qualche cosa che non si vede e che non si può provare, l’esistenza di Dio, una Vita Ultraterrena, un Premio o un Castigo Eterno. Propongono di conseguenza una speranza vaga e astratta, rimandata a un futuro indimostrabile.

La Spiritualità Orientale non esige la fede, non chiede di credere. Offre la possibilità di sperimentare “Qui e Ora” un rasserenamento e un’Illuminazione, che cominciano subito, e i cui effetti benefici si possono avvertire già nell’immediato. Se l’Occidente sostiene che non vi può essere progresso sociale senza contesa politica, col risultato di creare società sempre più repressive e conflittuali, al contrario i maestri induisti, buddhisti, taoisti insegnano che la sofferenza individuale e universale può essere dissolta con la pratica non certo della contesa, ma dell’unificazione. Hanno così elaborato particolari tecniche psicofisiche, quali la meditazione buddhista, la respirazione taoista, gli esercizi yoga, che creano pace non solo interiore, ma nel mondo intorno, permettono di uscire dalle tensioni rovinose della Storia per accedere ad una condizione extra-storica di Divina Consapevolezza: una serenità suprema e luminosa, che libera dal dolore non solo i singoli praticanti, ma il mondo intero, perché fra Noi e il Mondo, fra Noi e la Natura, fra Noi e il Divino non vi è divisione, ma appunto Unità, Totalità.

Per contro la Spiritualità Orientale non esige la fede, non chiede di credere. Offre la possibilità di sperimentare “Qui e Ora” un rasserenamento e un’Illuminazione, che cominciano subito, e i cui effetti benefici si possono avvertire già nell’immediato. Se l’Occidente sostiene che non vi può essere progresso sociale senza contesa politica, col risultato di creare società sempre più repressive e conflittuali, al contrario i maestri induisti, buddhisti, taoisti insegnano che la sofferenza individuale e universale può essere dissolta con la pratica non certo della contesa, ma dell’unificazione.

Hanno così elaborato particolari tecniche psicofisiche, quali la meditazione buddhista, la respirazione taoista, gli esercizi yoga, che creano pace non solo interiore, ma nel mondo intorno, permettono di uscire dalle tensioni rovinose della Storia per accedere ad una condizione extra-storica di Divina Consapevolezza: una serenità suprema e luminosa, che libera dal dolore non solo i singoli praticanti, ma il mondo intero, perché fra Noi e il Mondo, fra Noi e la Natura, fra Noi e il Divino non vi è divisione, ma appunto Unità, Totalità.

Tutto questo però non vuol supportare la tesi che vi sia una Spiritualità superiore e una Religione migliore delle altre, a cui aderire, proprio per questo, con una fedeltà assoluta (cosa che ha connotato da circa tremila anni a questa parte la Storia dell’Umanità, con i relativi conflitti inter-religiosi).

Oggigiorno, tra le persone culturalmente più aperte ed evolute, si sta creando una maggiore sensibilità verso le diversità religiose, cercando di superare sia le divisioni interne che fra le varie confessioni. Stiamo assistendo alla nascita di una Nuova Spiritualità, che se da un lato, sull’onda del fenomeno New Age, non si identifica più con una singola religione, ma ricerca la connessione attiva e vitale ad una forza, una percezione più profonda del “Sé”, dall’altro cerca di riunire le componenti comuni a tutte le credenze.

Tipico è l’insegnamento di Sathya Sai Baba (Puttaparthi, 23 novembre 1926-Puttaparthi, 24 aprile 2011), un religioso e predicatore indiano, che si fonda sul concetto che “l’Uomo sia essenzialmente divino e che debba quindi impegnarsi a riscoprire la propria natura divina”.

Nonostante sia nato in un contesto induista, il suo messaggio era universale e si rivolgeva indistintamente ai fedeli di tutte le religioni, a cui raccomandava la sincera adorazione di Dio nelle forme e nei mezzi propri di ciascuna religione. Cardine del suo insegnamento è infatti l’unità delle religioni e delle discipline spirituali, concepite come strade differenti verso l’unico Dio.

Egli dava molta importanza al canto devozionale e alla preghiera (con la ripetizione dei Mantra), al servizio altruistico disinteressato e allo studio della spiritualità attraverso i testi sacri e spirituali di ogni tradizione o cultura. Affermava che “l’Essere Umano, per potersi definire tale, doveva vivere secondo cinque valori principali, i cosiddetti Valori Umani”, presenti seppur in modo latente in ogni individuo e che sono la vera essenza della ricerca spirituale: Verità, Amore, Pace, Rettitudine, Non Violenza.

Diceva:

– “C’è una sola Casta: la Casta dell’Umanità”
– “C’è una sola Religione: la Religione dell’Amore”
– “C’è un solo Linguaggio: il Linguaggio del Cuore”
– “C’è un solo Dio: Egli è Onnipresente”.

Articolo del Dr. Francesco Ferrini 

Ringraziamo il Dr. Francesco Ferrini per averci gentilmente inviato questo articolo.

Libri e varie…
LE TRE RELIGIONI MONOTEISTE SECONDO LA KABBALAH - LIBRO
di Shazarahel

Un'analisi approfondita sulle religioni e la loro manifestazione ed interazione.
 Questo non è l'ennesimo studio comparato delle religioni.
 Non è un trattato accademico nè un'analisi storica delle diverse religioni, nè un'antologia di differenze e somiglianze fra le varie tradizioni religiose.
 Non è neppure il solito mega-minestrone sincretista in stile tipicamente new age.
 Si tratta di un approccio completamente nuovo e diverso che tenta di leggere il complesso fenomeno delle diverse religioni alla luce di strutture archetipali estrapolate dalla Kabbalàh ebraica: l'idea centrale è che le religioni non siano tutte uguali, non si equivalgono né siano interscambiabili, ma siano manifestazioni nel tempo e nello spazio della natura della Divinità che è in se stessa una e molteplice.
 Ogni religione è unica, ha la sua origine storica in un particolare contesto geografico e colturale e la sua origine superiore in una determinata emanazione divina di cui essa costituisce una delle espressioni terrene.
 Ciò significa che ogni religione rivela qualcosa del volto unico e molteplice della divinità ed esercita un ruolo specifico che le è proprio rispetto al tutto.
 Questo libro in modo specifico propone un'analisi delle tre grandi religioni monoteiste (Ebraismo, Cristianesimo e Islamismo) viste alla luce della triade sefiròtica....
IL FALSO TESTAMENTO - LIBRO
Creazione, miracoli, patto d'alleanza: l'altra verità dietro la Bibbia
di Mauro Biglino

Lo studioso bestseller della Bibbia continua la sua rivoluzionaria opera di interpretazione delle Sacre Scritture. 
 L'autore del fortunato La Bibbia non parla di Dio smonta pezzo per pezzo le Sacre Scritture per dimostrare, alla luce delle sue più recenti scoperte filologiche, che l'interpretazione corrente dell'Antico Testamento è fondamentalmente errata.  
 Oltre a portare nuovi studi e nuovi spunti a conferma della sua ipotesi, questo libro si differenzia dagli altri per una struttura di più facile lettura. Ciascun breve capitolo, infatti, sarà dedicato a un passaggio, un aspetto, una rivelazione: un mattoncino nella sua grande opera di decostruzione della Bibbia. 
 "Ci sono nuovi sentieri che vanno battuti senza il timore di scoprire che la verità potrebbe essere totalmente diversa da quella che ritenevano tale."
Mauro Biglino
 Dalla quarta di copertina Che cosa ci rivelano gli studi di genetica sul racconto della creazione? Come si possono facilmente spiegare alcuni episodi di miracoli e guarigioni narrati nella Bibbia? Quali scenari si aprono se si scopre, da una traduzione attenta e letterale, che la gloria di Dio era probabilmente una vera e propria arma fisica? Perché ci sono somiglianze così sorprendenti tra i comportamenti di Yahweh e quelli degli dei dell'era classica descritti nell'Iliade e nell'Odissea? Che cosa emerge da uno studio attento del presunto patto di alleanza tra Dio e gli uomini? E quale luce getta tutto questo sui Vangeli?
 Questo libro è il nuovo sconvolgente capitolo dell'opera di rilettura che Mauro Biglino sta compiendo da anni sulle Sacre Scritture. Un cammino iniziato con le traduzioni della Bibbia compiute dallo stesso Biglino per le Edizioni San Paolo e che sta suscitando l'interesse di un numero sempre crescente di persone in Italia e all'estero.
 Presentazione del libro Queste pagine proseguono il racconto di ciò che ancora non era stato evidenziato o, peggio, di ciò che è stato da sempre voluta-mente dimenticato - o variamente interpretato dagli esegeti-teologi - allo scopo di celarne i potenziali effetti dirompenti.
 Sono il frutto di un approccio multidisciplinare che spazia dalla genetica alla filologia classica, avvalendosi dell'apporto di diversi studiosi, e utilizzano una chiave di lettura che rivela una nuova visione di quella che potrebbe essere stata la nostra storia. Una storia che, come appare ormai chiaro a un numero sempre crescente di ricercatori, andrà totalmente riscritta. Troppe sono le testimonianze del passato che urgono e spingono in questa direzione; troppe le domande e le incongruenze archeologiche, storiche, documentali che rimangono prive di risposte e di spiegazioni coerenti.
 Ho cercato di leggere la Bibbia con la convinzione che chi l'ha scritta intendeva raccontare ciò che aveva visto di persona o sentito narrare, con quella meraviglia e quello stupore che sono inevitabili di fronte ai contenuti che emergono. Meraviglia e stupore che hanno colpito anche me in questa ricerca che mi auguro appassionante e soprattutto a misura del lettore che si avvicini per la prima volta all'argomento.
 Mauro Biglino...
UN PENSIERO D'AMORE PER I GIORNI DIFFICILI
di Sathya Sai Baba

Ottanta pagine di esortazioni su come superare i momenti più difficili. Ogni consiglio è accompagnato da una fotografia a colori. Lo scopo è quello di creare un momento di intimità e armonia. Scoprire così che un piccolo libro può diventare un vostro prezioso compagno di viaggio, utile quanto discreto....
IL CUORE DELLA BHAGAVADGITA  - LIBRO
Il dialogo tra Krishna e Arjuna nell'insegnamento del grande maestro indiano
di Sai Baba (Sathya Sai Baba)

Con parole attuali "Il cuore della Bhagavadgita" ti spronerà a riconoscere le domande che sono dentro di te e a trovare le risposte, guidandoti sulla via dell'esperienza personale.
 "Come può l'uomo, costantemente impegnato nelle sue attività, affrontare gli alti e bassi della vita?
 Esiste un modo che gli permetta di liberarsi dai lacci della legge del Karma?
 Che cos'è la liberazione (Moksha)? Qual è la strada che conduce alla Realizzazione del Sé?
 La Bhagavadgita insegna la rinuncia al frutto dell'azione come la più grande disciplina (Sadhana) 
da mettere in pratica nella vita quotidiana per giungere al traguardo."
 Satya Sai Baba

 Sai Baba spiega in 27 capitoli come sconfiggere le forze che impediscono il progresso dell'anima....
LA VIA DELLA MEDITAZIONE  - LIBRO
Per raggiungere la libertà
di Sai Baba (Sathya Sai Baba)

Questa pratica spirituale, che in sanscrito si chiama Dhyana, è ritenuta essenziale dalla filosofia vedantica per il raggiungimento della meta ultima dell'essere umano, ossia la sua piena identificazione con l'Assoluto Universale e la conseguente Liberazione dal ciclo delle rinascite.
 Per raggiungere lo scopo, abbiamo estrapolato dai discorsi del Maestro, tutti quei passi, quei pensieri e quelle riflessioni che hanno come oggetto il raggiungimento di un'attenta e profonda meditazione, ma anche tutti i suoi insegnamenti più spiccioli e pratici che, per noi occidentali, possono essere una buona e feconda base di partenza.
 L'espletamento di questo esercizio, seppure non scevro di difficoltà, può portare frutti entusiasmanti e fondamentali per il nostro arricchimento spirituale.
 Infine l'ultimo capitolo riporta la Meditazione sulla Luce, come la insegna Sai Baba, una meditazione alla portata di tutti i ricercatori, anche di quelli alle prime armi.
 Indice Introduzione
 1. Come avvicinarsi alla meditazione
2. Parliamo di Ganesha
3. Parliamo della mente e degli ostacoli che crea
4. Qual è lo scopo della meditazione
5. Si beve solo quando si ha sete (è sprecato offrire acqua a chi non ha sete)
6. Prepararsi alla meditazione
7. Il controllo della mente è indispensabile (sia nella vita materiale che spirituale)
8. La ricchezza vera: il silenzio
9. Il potere dell'illusione
10. Qual è la relazione tra l'Uomo e la Natura
11. Il potere immenso della mente
12. Azioni e conseguenze
13. Sentieri diversi, un solo obiettivo
14. La meditazione insegnata da Sai Baba
 Note aggiuntive...

Postilla dell’autore:

Veniamo da Dio, l’Eterno, l’Uno, l’Indivisibile.
Nell’Unità non c’è separazione, distinzione in categorie contrapposte: Bene/Male, Buono/Cattivo, Bello/Brutto, Maschio/Femmina, Padre/Madre? Paradiso/Inferno (nella Bibbia non si parla di Purgatorio, contemplato nel pensiero Cattolico, che non è pertanto riconosciuto dal mondo Protestante).
Per inciso è l’esistenza del Purgatorio, che distingue la diversità della Salvezza Eterna tra Mondo Cattolico e Protestante. Per i Protestanti basta avere fede in Gesù Cristo per averla ed andare direttamente in Paradiso, mentre per i Cattolici sono importanti le opere di Bene per raggiungere uno stato di Santità e meritare il Paradiso? altrimenti c’è il Purgatorio!
Altro inciso importante da tener presente in questo percorso è che la Spiritualità è la ricerca di Dio all’interno di Sé, mentre le Religioni sono una ricerca esteriore di Dio attraverso un culto, un rito condiviso secondo le proprie tradizioni storico-culturali. Le Religioni quindi sono il Contenitore, la Spiritualità è il Contenuto. Dio è unico per tutti, le diverse religioni sono modi diversi di mettersi in contatto con il Divino.
Torniamo al tema di queste riflessioni su chi siamo noi e Dio.
Se Dio è l’Unità, le divisione sono invece tipiche della Materia, il Due, che si esprime nella dimensione Spazio-Temporale e con il ciclo Vita-Morte.
In Fisica la polarità è una proprietà delle molecole, per cui una molecola (detta polare) ha su una parte una carica positiva (+) ed una negativa (-) sulla parte opposta: tipico esempio ne è la molecola d’acqua.
In Filosofia la polarità è il rapporto di reciproca dipendenza di due elementi contrapposti. A differenza del semplice dualismo, la polarità implica una condizione di complementarietà tra gli opposti, tale per cui ciascuno dei due poli trova nell’altro la sua ragione d’essere, perché l’uno non potrebbe esistere senza l’altro.
La Polarità è espressione di Staticità, se non esistesse un’Energia di Legame, una forza esterna che permetta il movimento delle particelle, simbolicamente il Tre, che consente il fluire della Vita.
Un fisico quantistico potrebbe meglio spiegarci questi concetti e relazionarci su Fisica e Metafisica, nel tentativo di trovare l’anello di congiunzione tra Dio e il Creato, quando dall’Eterno (l’Uno) è nata la Dimensione Spazio-Temporale (il Due)? forse il Big Bang?
Sono un medico, quindi le mie conoscenze di Fisica non sono tali da argomentare con pertinenza e dovizia le mie affermazioni, anche se spero sempre che ci sia qualcuno che possa non solo filosoficamente, ma anche scientificamente trovare la soluzione di tali quesiti.
Il Tre lo si ritrova frequentemente nel simbolismo di tante religioni importanti, monoteiste e politeiste, quali il Cristianesimo (la Trinità: Padre, Figlio e Spirito Santo) o l’Induismo (la Trimurti: Brahma il Creatore, Shiva il Distruttore, Visnu il Conservatore).
Simbolicamente possiamo rappresentare Dio, l’Uno, l’Eterno come un Cerchio, figura geometrica che non ha un inizio ed una fine.
Se il Cerchio (Dio, l’Eterno), espressione simbolica anche di uno stato di santità (l’aureola), viene interrotto da una linea verticale (il Tempo) e si divide in due parti uguali, si formano due semicerchi (la Semiluna, simbolo dell’Islam), che rappresenta la dualità dell’Anima, la parte invisibile della Materia secondo Aristotele, con la sua parte chiara, buona e quella oscura, malvagia (il Due).
Se poi a questa si aggiunge una linea orizzontale (come un orizzonte immaginario), simbolo dello Spazio, il Cerchio viene diviso in quattro parti (la Croce, simbolo del Cristianesimo), con i quattro elementi base costitutivi della Materia: Fuoco, Terra, Aria, Acqua, a cui si richiama il simbolismo Astrologico (sec. Young: Fuoco = Immagine ? Intuizione; Terra = Sensazioni; Aria = Suono ? Parola ? Pensiero; Acqua = Emozioni).
I segni di Terra/ Acqua sono legati ai cervelli rettiliano e limbico (Teoria dei Tre cervelli di Paul MacLean), istintuale ed emozionale, atti ad affrontare l’ambiente ostile secondo la risposta attacco-fuga, mentre i segni di Fuoco/Aria sono legati alla neocorteccia con tutte le funzioni mentali cognitive e razionali. Siamo in parole povere nella dimensione Spazio-Temporale in cui viviamo.
Quando abbandoniamo il Corpo con la Morte fisica, la nostra parte spirituale, l’Anima si stacca dal Corpo e continua in un suo percorso evolutivo.
L’autore dell’articolo “Il processo evolutivo dell’Io nell’Oltre” ci parla di questa transizione, ma sempre legata ad una visione “egoica”.
Intuitivamente ho la sensazione che questo ego, in una dimensione unitaria nell’Oltre, non possa rimanere disgiunto dagli altri “io”, ma si fondi come in un crogiolo in un’Unica Entità Divina.
Noi esprimiamo al contempo l’Uno ed il Due: siamo Dio e Creato allo stesso tempo (figli? emanazione di Dio).
Dio è tale perché si esprime attraverso il suo Creato, di cui siamo al momento la massima espressione intelligente a noi nota dell’Universo.
“Un Dio senza un suo Creato non è Dio”? l’uno afferma l’altro: è una semplice considerazione dialettica!
Ma? mentre Dio esprime la sua polarità dall’esterno in un eterno fluire, un movimento ben rappresentato dal Tao, noi viviamo la polarità dall’interno, quindi incapaci di immaginare come sia l’Eternità con i criteri limitativi della nostra intelligenza umana terrena.
Tipico ne è il modo antropomorfo come è stato descritto nelle varie Religioni il Divino, come potente forza della Natura, padrona dei nostri destini, o Dio Padre (ma neanche Madre al femminile esprime il concetto di Dio: Dio è unicità, non specificità).
Veniamo dall’Uno (Unità ? Armonia ? Amore,) viviamo il Due (Mondo Materiale ? Separazione ? Dolore), ritorniamo all”Uno con la Morte, sempre con un sensazione in Vita di limitazione, incompiutezza della nostra essenza divina ed il desiderio profondo di ricongiungerci gli uni con gli altri nell’Amore, un ritorno al Paradiso perduto, all’Eden biblico.
L’Amore, dato e ricevuto, è l’espressione anche in Vita dell’Unità Divina e ci rende felici, mentre è il nostro atteggiamento “egoico”, istintuale, che ci porta, con le nostre paure ed insicurezze, alla lotta per la sopravvivenza fisica e tutto ciò crea separazione e tensione fra gli esseri umani. Superare queste paure è la nostra evoluzione karmica verso l’Amore Divino.
Da queste considerazioni nasce anche la massima evangelica del “Non giudicare” e anche del Buddismo basato sull’unità: quando si giudica, si crea separazione fra noi e gli altri, come a dire che noi siamo nel giusto e gli altri sbagliano (non possiamo conoscere le logiche karmiche che ci fanno agire in modo diverso). Sappiamo che la nostra essenza divina è identica. Solo il nostro corpo fisico ci separa gli uni dagli altri. Il corpo è l’astronave differente, legata all’ego, con cui siamo in esplorazione del pianeta Terra, ma il pilota divino, che è in noi, è identico. Il detto evangelico “Ama il prossimo tuo come te stesso” è un riconoscimento dell’essenza unitaria del Divino che è in noi.
Tornando all’Aldilà penso che l’ego umano, liberato dal corpo e dal ciclo delle rinascite, si stemperi sempre più come spirito nel suo ciclo evolutivo, per ricongiungersi a Dio in una Coscienza Cosmica unitaria (termine improprio, perché simbolicamente terreno).
Finché le anime, spiriti guida, forme angeliche hanno reminiscenza della vita terrena sono ancora legate alla Dimensione Spazio-Temporale del Due. Solo quando alla fine di tale ciclo si ricongiungeranno nell’Uno, si annulleranno tra loro in una essenza di Amore Divino universale e unitario.
Con ciò si possono comprendere le ragioni degli atei, che legati alla paura della distruzione del proprio “io”, con una visione materialistica della vita terrena, rifiutano Dio e il concetto di una vita nell’Aldilà, temendo di perdere la propria identità.
Ringraziandovi della vostra attenzione, specie se avete avuto la pazienza di leggermi, spero di avervi dato spunto di riflessione, contando in un vostro contributo critico. Non parlo con un atteggiamento egoico di compiacimento.
Per qualcuno di voi posso aver scritto delle “grandi sciocchezze” e, se ho offeso il vostro “sistema di credenze”, di questo vi chiedo perdono! Ho solo la speranza che altre persone possano aiutarmi a trovare con le loro conoscenze e riflessioni le risposte a questi quesiti così fondamentale per tutti.
Secondo il Buddismo Zen sto vivendo la Fase Spirituale della mia vita? l’ultima? quindi, pur amando la Vita e accettando il destino che Dio mi ha dato, ringraziandolo sempre con una preghiera personale, senza chiedere niente per me?”mi sento un privilegiato?”, ma che ci sia più amore fra gli uomini, sono pieno di curiosità su ciò che ci attende? ormai pronto serenamente all’ultimo passo, alla nuova dimensione che andrà ad incontrare la mia anima.

Dr. Francesco Ferrini

Continua: https://www.fisicaquantistica.it/spiritualita/spiritualita-e-religione-alcune-differenze-sostanziali

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