TRAPPOLE

TRAPPOLE

perche

Di Franco Remondina  (dodicesima.com)

Ci sono cose che devono essere spiegate, una di queste è basata su una domanda che inizia con: “Perché?”.

Le domande che iniziano con “perché?”, implicano risposte diverse dalle altre… Probabilmente non avete mai sentito le cose che seguono, anzi sono certo che sia così.

Le domande che iniziano con: “come”, o con: “cosa”, sono meno obbligatorie, in termini di risposta, diciamo che lasciano spazi di movimento mentale, le domande che invece iniziano con “perché”, non sono altro che trappole.

La risposta è veicolata su binari che soddisfano criteri di congruenza. Sono una trappola mentale!

Un esempio? Ce ne sono migliaia.

Se la domanda inizia con “perché”, la risposta è contingentata dalle credenze, cioè vengono scartate tutte le risposte non congruenti con le credenze che adottiamo.

Prendiamo il caso di una persona che si ammala di tumore…

La percentuale di domande che iniziano con “perché”, che questa persona si fa è molto alta: perché proprio a me?

Perché devo morire?

Perché non esiste una cura?

Perché non miglioro?

E così via….

Evitate questo tipo di domanda se siete in una tale situazione. Il punto è che se il linguaggio ha una correlazione con il DNA, diventa chiaro che il modo di interrogarsi debba essere analizzato con cura.

Partendo da questa comprensione, si possono affrontare queste situazioni.

Il punto è il seguente: se la comunità dei medici ha adottato la regola di dire brutalmente ad un paziente, la diagnosi avversa, un qualche motivo ci sarà.

Quale? Quello di far si che la persona faccia a sé stesso quel tipo di domanda.

Una elevata percentuale basate su “perché”, tiene il paziente incatenato mentalmente alle credenze del passato.

Posso dimostrarlo in ogni incontro che faccio, in minuti…

Senza questa comprensione, le terapie alternative, sono completamente inefficaci, come del resto le terapie ufficiali, ma il guaio è che qualora volessi curarti “alternativa-mente”, dovrebbe esserci qualcuno che te lo spiega, invece, non c’è nessuno.

Ricordo a tutti una cosa: siete voi a fare tutto! Non esiste nessuna malattia.

Naturalmente voi constatate che esiste questa o quella malattia, è la verifica della vostra esperienza, ma di certo c’è che nessuna malattia va oltre la morte. Se morite voi, cioè se viene a mancare quello che chiamate Paolo, Ilaria, Angela, Luca, nessuna cellula si muove più.

Zero processi corporei!

Quindi è quello che chiamate Paolo,Ilaria, Angela, Luca, ad avere il potere, non la malattia.

Nei casi di tumore è l’ossessione delle domande a generare le stesse risposte.

La verifica mese dopo mese delle stesse risposte toglie ogni vitalità, in pratica sono soffocati dalle stesse risposte, dagli stessi pensieri.

Senza nuovi pensieri, l’attenzione produce la verifica del “non ce la faccio”.

È inutile continuare.

Si dicono queste cose! Da qui, sorgono i caritatevoli della “dolce morte”, cretini al cubo che propagandano l’ineluttabilità.

Siete voi a fare tutto, saperlo, comprendere il  “come”, è indispensabile!

Fonte: http://www.iconicon.it/blog/2016/01/trappole-2/

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