UK, 23 GIUGNO

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UK, 23 GIUGNO

Pubblicato da redazione

magnacharta

Di Franco Remondina  (dodicesima.com)

Qualcuno vi ha veramente detto su cosa verte il referendum inglese del 23 giugno?

Ve l’ha spiegato qualcuno di questi ignorobot che si definisce giornalista? No, anche se si fossero informati, non potrebbero, così tocca a Iconicon darvi alcune informazioni.

Il referendum NON È SULLA USCITA DALLA UE!

È altro, è un referendum sulla propria storia, sull’orgoglio nazionale, sulla identità nazionale e non ultimo sul ceppo razziale anglo-sassone.

È in pratica il principio di autodeterminazione di un popolo.

Tutto è nato nel 1972…

http://vocidallestero.it/2016/06/10/i-giudici-inglesi-sfidano-e-contrattaccano-la-corte-imperiale-deuropa/

Abbiate pazienza, leggetelo…

La storia, le conquiste di civiltà risalenti al 1215 con questa cosa, che nemmeno vi fanno più studiare, perchè “non dovete avere radici”, perché dovete percepirvi come “capitati qua per caso”: la MAGNA CHARTA.

Ah sì, quella che ho studiato a scuola, ma che non ricordo cosa diceva…

Ecco qua, da Wikipedia:

“La Magna Carta (Magna Charta Libertatum) è un documento, scritto in latino, che il il re d’Inghilterra John Lackland (Giovanni senzaterra) fu costretto a concedere ai baroni del Regno d’Inghilterra, propri feudatari diretti, presso Runnymede, il 15 giugno 1215]. Fu chiamata magna per non confonderla con un provvedimento minore, una carta emanata proprio in quegli anni per sancire una serie di limiti al potere del sovrano inglese. Pur presentandosi, quindi, come un atto di concessione unilaterale da parte del re, costituiva, in realtà, un riconoscimento di diritti reciproci.”

Ecco, la questione è quella dei “DIRITTI”.

Incredibile è che siano i giudici inglesi a fare questa battaglia. Incredibile, se li rapportiamo ai nostri giudici, intendo…

Il referendum è quindi un referendum sulle decisioni e su chi le deve prendere e su chi abbia autorità.

Il Trattato di Lisbona o la Magna Charta?

Un’accozzaglia di idiozie leccaculiste, prive di pathos, demenzialità senza storia, prive di anima e di rispetto come il Trattato di Lisbona, che è stato tra l’altro sfanculato dalle consultazioni di Francia e Danimarca, e che vuole imporre dall’alto ogni cosa senza reciprocità, oppure La Magna Charta?

Gli inglesi usciranno?

Voteranno a favore dell’uscita o contro?

Mica sono servi! 

Loro hanno un certo tipo di storia e ne tengono conto, noi ne abbiamo un’altra e… ne teniamo conto.

Uno dei detti “italiani”, è infatti questo: “Francia o Spagna, purchè se magna…”

Ecco perchè la Magna Charta non ce la ricordiamo, “magna”, per noi è  un imperativo del verbo mangiare, per loro è altro è la coscienza storica del fatto che certe conquiste non sono un atto dovuto, qualcosa che avviene in modo naturale, ogni conquista prevede una precedente disputa.

La libertà, non è un atto dovuto, non è senza valore…

I giudici inglesi fanno la battaglia per sé stessi ? Certo che si, ma anche i baroni del 1215 fecero lo stesso.

Fanno una battaglia per il potere?

No, fanno una battaglia per altro, per un qualcosa che si chiama “common law”.

È qualcosa che nemmeno si può definire in italiano, perché le sfumature sono infinite. Gli inglesi non hanno la costituzione “più bella del mondo” (che però adesso vogliono cambiare: ma se è la più bella, perchè la cambi? NdA), hanno il sentire comune, si sentono inglesi prima di ogni altra cosa, non vogliono che con tutta questa immigrazione, alla fine invece della common law ci sia il “corano law”.

Ecco, il referendum è su questo: l’immigrazione!

Bla bla bla…

Fonte: http://www.iconicon.it/blog/2016/06/uk-23-giugno/

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