E’ un gioco. Può essere drammatico?

 Il bene e il male esistono.

Nulla è bene o male nella infinita creazione, che è sperimentazione e amore di ogni cosa.

Il gioco della separazione e della dimenticanza è creazione. Una creazione che sperimenta la proiezione di quello che non è.
Il male, creato dal gioco della separazione è reale nel gioco perché causa sofferenza percepita come reale. Serve a esternizzare e a far riconoscere, alla fine, ciò che non si è. A sperimentarlo.

Il gioco, in quanto vissuto come reale nella dimenticanza, è drammatico. Se non si ricorda che è solo un gioco.

Cosa c’è di più drammatico del vedere la inconsapevolezza che agisce nel nuocere a chi la sperimenta e a chi ne sente le inevitabili conseguenze?
Il dramma del vedere nuocere e nuocersi senza nemmeno accorgersi che non solo c’è alternativa, ma che non si è quello che si è stati indotti a credere.

E non si ricorda che è solo un gioco.

Fonte: http://vitamoderna.blogspot.it/2016/06/e-un-gioco-puo-essere-drammatico.html
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3 Risposte a “E’ un gioco. Può essere drammatico?”

  1. Infatti, concordo con il titolo, il bene e il male esistono con le loro infinite sfaccettature.

    Tanti invece sostengono che il male non esiste, ma non riescono a convincermi.

    Naturalmente non che mi fissi sul male, per carattere mi sposto sempre a cercare il lato/aspetto positivo delle situazioni, ma proprio non riesco a capire quanti sostengono che il male non esiste.

    Esempi ce ne sarebbero a bizzeffe ma basta fare l’esempio delle guerre/guerriglie/invasioni di ogni epoca e quando non sono guerre sono l’insania del potere come nel caso dell’inquisizione.

    1. Se consideriamo che il caso non esiste e che quindi ogni cosa ha un suo scopo di essere, quel cosiddetto male serve per attivarsi nel bene; da questo punto di vista si potrebbe dire che non esiste, perché a fin di bene, stimola a cambiare.
      Questo è il mio pensiero.
      Coloro che dicono che non esiste, potrebbero essere ad un elevato livello di coscienza, in caso contrario ne saranno intrappolati.
      Diciamo che esiste ed allo stesso tempo non esiste, così come il tempo, la vita fisica e molto altro.
      Ci sono poi circostanze e circostanze, che ci fanno pensare che esiste oppure no, è in definitiva una Nostra interpretazione secondo coscienza.
      Allora, esiste o no? entrambi.
      Certo che quando la storia è lunga, vien da pensare che esiste veramente, ma questo ha a che fare con la coscienza collettiva, mi spiego?
      Un caro saluto.
      Renzo

  2. Allora faccio un altro esempio, le torture di cui abbiamo visto gli strumenti nei musei, e che venivano utilizzate sulle vittime di turno, a cosa servivano? Era utile infierire a lungo e con insistenza morbosa su corpi doloranti?

    Capisco cosa vuoi dire, ma ugualmente non riesco a convincermi dell’utilità di quel male, faccio un altro esempio più recente, il carcere di Abu Graim dove i detenuti vivi e nudi venivano fatti ammucchiare uno sopra l’altro con la soldatessa di turno a farsi le foto con la frusta in mano.

    Oppure nei campi di concentramento dove le persone venivano torturate per statisticare il loro livello di resistenza e potrei continuare, come si fa ad affermare che il male non esiste e che serve?

    Serve solo a fare in modo che quelle energie che si sprigionano durante quei momenti rimangano ad inquinare l’etere, non vedo altra spiegazione, non riesco proprio a capirne l’utilità, o forse sono energie che sono già nell’etere per qualche motivo e che dobbiamo dissolvere, ma che il male non esiste proprio non ne sono convinta.

    Non credo neppure che ogni cosa ha il suo scopo di essere, penso che qualcosa sia sfuggito di mano considerando gli esempi che ho fatto e che l’etere ha necessità di essere ripulita da certe energie.

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